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lunedì, 26 Luglio, 2021

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Fabrizio Quattrocchi:Uno stile di vita ponderato. La medaglia non interessa ai membri I.B.S.S.A.

Quante storie raccontate a più non posso su Fabrizio Quattrocchi dopo il suo gesto,che per chiunque ha deciso di fare il suo lavoro e continua a farlo ,sa bene che rischia la vita e della medaglia non gl’importa un fico secco..ma la propria nazionalità e cittadinanza , in senso stretto, quella si,sempre!
Quella di Fabrizio è una storia, per i nati negli anni 70, fatta di libere scelte in uno Stato dove per servire il proprio Paese o sei raccomandato o non vai da nessuna parte.
Diciamolo chiaramente, i tempi della D.C. saranno pure lontani ma le raccomandazioni per entrare nei posti accessibili vanno ancora di moda!
Così, per chi praticava uno sport da combattimento o di potenza, comprare o leggere gli annunci di una rivista era una cosa normale. .
Nel 1995 , tramite alcune riviste, si scoprivano annunci interessanti provenienti da oltre oceano , una di queste riviste ” Samurai ” pubblicata a Milano inseriva tra le pagine ” Corsi con attestato riconosciuto in tutto il mondo per bodyguard e security man ” .
Per poter ricevere informazioni, bisognava contattare la segreteria ,il nome della referente riportava alla famosa I.B.S.S.A. con sede in Israele. .figuriamoci se qualcuno potesse pensare all’esercito I.D.F. ..

Ed è proprio lì, in quei giorni che trascorrevamo insieme, che venivamo a conoscenza e in contatto con uno scenario particolare:addestramento di arti marziali miste,pistola, fucile a pompa,bonifica ambientale, accompagnamento. .e soprattutto colpi di calci e pugni!

Un ex capitano dei paracadutisti G.S.B., nonché esperto nel combattimento corpo a corpo;un maestro di ju-jutzu e un maestro,nonché ex tiratore scelto, di karate e tiro con la pistola operativo, Roberto Gobbi.

La mattina sveglia alle 06.00,un bicchiere di succo di frutta, e si correva su tra asfalto e sterrato fino alle 07.30, ore 08.00 pronti per la colazione e alle 08.30 subito in un campo ben organizzato.

Un’ora di pausa e un’ora di breafing in cui studiavamo giornalmente gli errori commessi da alcune forze militari nei territori di guerra.

Abbiamo visto partecipanti abbandonare i corsi, altri che volevano essere dei ” kamikaze , noi invece rimanevano lì in silenzio ad ascoltare, apprendere e capire!

La sera in tanti andavano a letto stanchi, noi stavamo con le fotocopie che ci avevano distribuito a studiare, così una sera iniziammo a parlare del vero motivo per cui eravamo là. .

Una delle ultime sere si avvicinò a noi Roberto,chiacchierò con noi e ci disse delle peculiarità che aveva notato. .

Ci risentimmo tempo dopo, io vado disse, ed io risposi seguo ma non so.

Non ci siamo più rivisti, ma ho letto tante fiabe e storie che mi hanno fatto sorridere.

Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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