Il tazer è arrivato,mancano le risorse umane

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Finalmente, anche in Italia, le forze dell’ordine avranno il tazer a disposizione per difendersi dalle aggressioni spropositate di gruppo, da individui armati di coltelli o bastoni e soprattutto per riportare a casa la propria pelle,peccato, però, che il numero esiguo di tali dispostivi – solo in undici città italiane – e a quanto pare,solo qualche agente abilitato all’utilizzo,non crediamo cambierà di molto la situazione attuale.

- Spazio Libero -
                         Tazer o Taser

Già in dotazione alle forze di polizia di circa 107 Paesi, a cominciare da Stati Uniti, Canada,Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Kenya e, in Europa, Finlandia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito,come sempre siamo tra gli ultimi ad utilizzare uno strumento evoluto, preferiamo l’arma micidiale, non mi riferisco alla pistola di servizio ma al corpo, il corpo di un agente delle forze dell’ordine che prima deve essere preso come un bersaglio oppure vederlo sanguinare (sempre se gli va bene), e poi i nostri agenti potranno intervenire.

Abbiamo speso 730 milioni di dollari per 8 nuovi caccia bombardieri in questo 2018, che si aggiungono agli altri 18 F-35 acquistati dallo scorso governo che le forze dell’ordine possono contattare per la sicurezza pubblica!

                                      F-35 B

In un’epoca caratterizzata da violenze di ogni tipo, non solo contro le forze dell’ordine, ma anche verso noi comuni cittadini che spesso ci troviamo in luoghi pubblici per passare qualche ora tranquilla, l’aggressione verso immigrati e minoranze linguistiche, sembra aver preso il sopravvento, e non sembrano lontani gli avvenimenti di Napoli a discapito di alcuni studenti, per decretare una legge a tolleranza zero verso qualsiasi arma da sparo o taglio per mettere fine ed intimidire il delinquenzialismo comune.

Quante aggressioni e vittime vogliamo contare ancora, prima di riesaminare i codici penali a riguardo?

Aggressioni a danni di educatori e docenti, infermieri e medici, forze dell’ordine, avvocati,giornalisti, familiari per futili motivi e tanti altri ancora, queste alcune delle vittime che nel 2018 sono state aggredite e che potete trovare con una piccola ricerca nel grande mondo del web.

Rimaniamo fiduciosi che i nostri articoli vengano letti e condivisi dai nostri lettori.

Articolo pubblicato su L’Attualità,a cura di Maurizio Inturri