Rosolini.Mistero sull’incendio dell’auto del presidente del consiglio Gerratana

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A dieci giorni dall’incendio che ha distrutto l’auto del presidente del Consiglio comunale di Rosolini, Piergiorgio Gerratana, la notizia dell’intimidazione mafiosa sembra sciogliersi in una bolla sapone.

- Spazio Libero -

La ricostruzione dei fatti

Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio l’auto del presidente del Consiglio comunale di Rosolini, Piergiorgio Gerratana, era parcheggiata a ridosso della sua abitazione e andava a fuoco. I primi ad arrivare sul posto sono stati i militari della locale Stazione dei Carabinieri che hanno trovano il cofano anteriore avvolto dalle fiamme.

Prontamente, da Noto partiva la squadra del Turno B dei Vigili del Fuoco che all’arrivo trovano l’auto già distrutta dalle fiamme ma il capoturno dei Vigili del Fuoco, e i suoi uomini, setacciano anche la strada e le vie limitrofe in cerca di qualche segno per capire e orientare i militari dei Carabinieri verso una direzione certa, ma non viene rinvenuto nulla.

Cosa accade il 3 gennaio?

Il 3 gennaio varie testate giornalistiche, compresa la Repubblica, scrivono che si tratta di “intimidazione mafiosa”, e lo stesso giornalista Paolo Borrometi, con un post sulla pagina di Facebook della testata giornalista La Spia scrive:

Gravissimo atto, non si può più rimanere in silenzio! Lui è Piergiorgio Gerratana, ha soltanto 37 anni, e ha una grande passione per la politica. Quella accanto è la sua auto, completamente distrutta dalle fiamme la scorsa notte. Piergiorgio Gerratana è il Presidente del Consiglio comunale di Rosolini, città dove da tempo accade di tutto. Città in cui la mafia, e non solo quella che spara, è devastante, ma nella quale si è cercato negli anni di ridurre tutto al silenzio. Città in cui un condannato è da più legislature deputato regionale e, solo dopo la condanna definitiva della Cassazione, decadrà da “onorevole”.
Città in cui si voleva realizzare un mega centro commerciale con interessi molto, molto, al di là di quelli “commerciali”. Città in cui un ragazzo, un uomo, che vuole fare politica, vedrà la propria auto distrutta, dopo che nel 2013 fu vittima di un altro incendio nella propria abitazione. Svegliatevi, amici. Altrimenti sarà inutile commemorare per pulirvi la coscienza i “grandi martiri” che hanno lottato la mafia. Solidarietà a Gerratana, la mia, autentica.

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