Buoni spesa:chi saranno gli esclusi?

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Al momento non sono noti i criteri che i vari comuni adotteranno,ma di l’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) ha fornito delle linee guida, anche se rimane la discrezionalità in capo agli enti locali. 

- Spazio Libero -

Innanzitutto sembra che non ci sia l’obbligo per la giunta comunale di approvare un atto di indirizzo per l’individuazione della platea di beneficiari delle misure. La competenza è infatti attribuita all’Ufficio dei Servizi Sociali di ciascun Comune. 

L’ANCI suggerisce di stabilire un valore soglia al di sotto del quale scatta la possibilità di accedere al sussidio. Il valore delle entrate dell’ultimo mese e dello stock monetario disponibile dovrà essere inferiore al 60% della soglia di povertà assoluta nel 2018.

Tra qualche giorno sarà possibile presentare la richiesta presso gli uffici del proprio comune, allegando una dichiarazione della capacità di spesa del nucleo familiare.

Tra i documenti richiesti,con molta probabilità,si dovrà presentare:

l’ISEE corrente,gli estratti conto aggiornati e un’autodichiarazione sulle entrate percepite nell’ultimo mese dal nucleo familiare.

Esclusi dalla richiesta del buono spesa i percettori di reddito di cittadinanza.

La priorità,secondo l’ordinanza,chiarisce che devono essere aiutate quelle famiglie che non percepiscono già “un sostegno pubblico”.

Ad essere esclusi, o a non avere priorità, saranno quelli già assegnatari di sostegno pubblico, quindi chi percepisce: Rei, Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione guadagni, altre forme di sostegno previste a livello locale o regionale.

Nei prossimi giorni,accreditati i soldi sul conto del comune,inizierà la raccolta delle domande e quindi stilati gli elenchi degli aventi diritto.

I buoni pasto avranno un importo di circa 20€, sono cumulativi ma non sono cedibili a terzi né potranno essere scambiati con denaro.