Truffe buoni spesa e spaccio

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Se da un lato la crisi economica, dovuta alla pandemia Sars-Covid19, ha colpito grandi e piccole imprese, dall’altro lato la “criminalità organizzata” non ha conosciuto la crisi.

Siracusa. La più grande crisi economica mai vista dal dopoguerra ha impoverito quasi tutte le famiglie.

- Spazio Libero -

Nella grande metropoli, province comprese, la povertà si è fatta sentire quasi in ogni casa e ad aggravare la situazione anche la quarantena.

Se da una parte è vero che non eravamo abituati ad acquistare generi di prima necessità per una settimana, dall’altra è anche vero che vive alla giornata non poteva e non può permettersi di farlo.

Ma dalla crisi economica, quarantena e vari dpcm c’è una questione che si evidenzia: le continue denunce delle forze dell’ordine di persone dedite all’acquisto di stupefacenti.

Business dello spaccio di stupefacenti

I numeri dello “spaccio” sono evidenti, come sono evidenti i silenzi istituzionali su tale situazione.

Se a tutto ciò aggiungiamo le denunce che ci sono arrivate, su Siracusa, di buoni spesa da 150 euro in cambio di 100 euro di alimenti, possiamo immaginare già il “business” che si nasconde dietro a tali vicende.

Qui il degrado e lo sfruttamento della povertà imposto “da chi vive bene” e nuota nel business dei colletti bianchi.

Fare amministrare “buoni pasto” e “necessità di quartiere”, in questo particolare momento, a collaboratori poco affidabili è grave e imperdonabile.

Il controllore, in questo specifico caso, è anche il gestore e sarebbe un babbano ad autodenunciarsi.

Naturalmente a tutto ciò, non possiamo sottovalutare il problema dei “prestiti illeciti” che farà rifiorire l’usura.

Chi soffre in questa situazione?

Genitori e bambini che rispettano le regole, invalidi e bambini affetti da DSA che non possono recarsi nei centri riabilitativi e di cura.