CronacaNdrangheta. La lista degli scarcerati

Ndrangheta. La lista degli scarcerati

Dopo aver pubblicato i nomi dei mafiosi che stanno scontando la pena ai domiciliari, per la paura di essere contagiati in carcere dal Covid-19, è arrivato il momento di parlare dei boss e accoliti appartenenti alla ‘ndrangheta.

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Nella rocca forte della Calabria, in quel territorio dove la procura antimafia diretta dal dott. Nicola Gratteri, si conterebbero circa 41 scarcerazioni.

La preoccupazione è alta soprattutto dopo le rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia che stanno aiutando le varie procure calabresi nel processo “ ’Ndrangheta stragista ”.

Vediamo il profilo criminale e la storia dei soggetti che hanno lasciato il carcere

A far notizia, in Calabria, ci sono:il boss lametino Vincenzino Iannazzo e quello di Melicucco, Santo Rocco Filippone, scorrendo troviamo:Sebastiano Giorgi, classe 67, Francesco Mammoliti, classe 49, il “Gordo”, Ciccio Romeo; a Reggio Calabria: Demetrio Serraino, classe 47, fratello di “don Ciccio”,ad Africo, Rocco “un Pilusu” Morabito, fratello del boss Giuseppe.

Quelli citati sono nella lista riguardanti l’elenco delle scarcerazioni con condanne definitive!

 Non mancano, poi:Pasquale Lombardo, di Brancaleone, in attesa di giudizio; Domenico Longo,53 anni, considerato il reggente della ‘ndrina di Polistena; Vincenzo Bagalà, in attesa di giudizio; Domenico Pepè (come il precedente, della famiglia dei Piromalli).

Ed ancora:

Pio Candeloro, 56enne, al centro di diverse inchieste sulla ‘ndrangheta lombarda; Domenico Natale Perre, uno dei sequestratori dell’imprenditrice Alessandra Sgarella, originario di Platì; Saverio Catanzariti, Alfonso Rispoli e Leonardo Priolo, nel filone della ‘ndrangheta del nord spiccano:Paolo Pelaggi, della cosca crotonese degli Arena e quello di Marcello Muto, vicino al clan Grande Aracri.

La lista della ‘ndrangheta, al momento, si chiude con:Fabio Costantino, “manager” della famiglia Mancuso di Limbadi e Francesco Ventrici, narcobroker di San Calogero.

Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)
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