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lunedì, 26 Luglio, 2021

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Arrestato avvocato che portava droga in carcere

Telefoni cellulari e droga nel carcere di Cavadonna, questa l’operazione che ha portato agli arresti il noto legale Sebastiano Troia, 67 anni di Avola, mentre cinque detenuti sono stati trasferiti nel reparto alta sicurezza.

L’operazione è stata condatta dai militari del Comando provinciale e la Polizia penitenziaria del Nucleo investigativo centrale che hanno eseguite le misure cautelari disposte dal gip su richiesta della procura nei confronti del legale e di una donna residente in citta’.

Cosa è accaduto precisamente?

I due, in concorso tra loro, hanno consentito a un detenuto del Reparto Alta sicurezza del carcere “Cavadonna”, di approvvigionarsi di hashish. L’avvocato di Avola, di 67 anni, e’ finito agli arresti domiciliari, mentre nei confronti della donna, una trentenne compagna del detenuto, e’ stato applicato l’obbligo di soggiorno.

Dalle indagini e’ emerso che il detenuto ha potuto utilizzare cellulari attraverso i quali periodicamente richiedeva ai propri congiunti lo stupefacente.

Come avveniva lo scambio

Durante i colloqui in carcere, l’avvocato avrebbe consegnato al suo assistito diversi quantitativi di droga che veniva poi “condivisa” con altri detenuti dello stesso reparto. I congiunti del detenuto, la ex moglie e le figlie di primo letto, procuravano il “fumo” e lo consegnavano all’attuale compagna del recluso, che lo nascondeva in vasetti di crema per uso cosmetico e lo affidava al legale per il recapito in carcere. Dalle indagini – coordinate dalla procura aretusea – è emerso che il detenuto ha illegalmente avuto in uso telefoni cellulari attraverso i quali chideva la droga ai propri familiari. Le intercettazione telefoniche e i riscontri investigativi hanno consentito di ricostruire, nel periodo tra la fine di novembre dello scorso anno e i primi giorni di febbraio, sei distinte consegne di sostanze stupefacenti eseguite dall’avvocato.

L’indagine sarebbe scattata dopo due sequestri di droga, allo stesso detenuto, a dicembre e a febbraio.

Fonte ANSA

Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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