Suicida un pentito

107

Gli agenti penitenziari del carcere di Sollicciano, durante i controlli, hanno ritrovato impiccato ancora agonizzante un famoso collaboratore di giustizia, nonostante i tempestivi soccorsi e l’ausilio del 118 il detenuto non ce l’ha fatta.

- Spazio Libero -

Gennarino De Fazio, il leader nazionale della Uilpa polizia penitenziaria, ha dichiarato che dalle circostanze, sembrerebbe che l’uomo si sia impiccato legandosi alla spalliera della propria branda. Un’ impiccagione strana, sicuramente non usuale. 

Il collaboratore di giustizia in questione si chiamava Giuseppe Pettrone, classe ’66, ed ha reso importanti dichiarazioni su un famoso clan camorrista, parliamo dei “Piccolo – Letizia“. (fonte Il Dubbio)

Già l’anno scorso, nel corso dell’udienza preliminare a carico di 33 persone accusate a vario titolo di aver fatto parte del clan Piccolo-Letizia, il collaboratore disse di temere per la propria vita e di voler ritrattare.

La prima volta che Pettrone dichiarò di temere per la propria vita, in realtà era nel 2007, in quell’occasione disse agli inquirenti: “So che il clan Belforte mi vuole ammazzare”.

Il capo della Uilpa, commentando la notizia, ha affermato duramente: “Oggi la Stato ha perso due volte! La prima perché non ha saputo salvaguardare, nuovamente, una vita umana che gli era stata affidata; la seconda perché non potrà più avvantaggiarsi di un collaboratore di giustizia nella lotta alla malavita organizzata che, per di più, pare avesse in passato riferito di temere per la propria vita.

Il dato, in definitiva, è che nelle carceri si continua a morire, vuoi per un motivo vuoi per un altro, e il ministro Bonafede continua ad essere l’unico vero latitante inacciuffabile. Basti pensare che il carcere di Sollicciano è ancora privo di un comandante titolare della Polizia  penitenziaria”.

De Fazio ha aggiunto: “Lo abbiamo peraltro detto è lo ripetiamo , il Governo deve varare al più presto un “decreto carceri” che affronti l’emergenza penitenziaria in maniera strutturale e, parallelamente, una legge delega per la riforma dell’Amministrazione e del Corpo di polizia.