Il caso| Il mostro di Cassibile,quale verità si nasconde...

Il caso| Il mostro di Cassibile,quale verità si nasconde dietro gli omicidi

L'ergastolo a Giuseppe Raeli e alcuni dubbi che ruotano attorno alla vicenda.

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Il 20 giugno 2018 la Corte di Cassazione, con una sentenza definitiva, ha scritto la parola fine sulla vicenda che finirà nei libri della storia come “Il mostro di Cassibile”; un caso pieno di ombre, dubbi e misteri su una serie di omicidi avvenuti nella piccola frazione di Siracusa.

L’ergastolo sarà inflitto al pensionato Giuseppe Raeli, all’epoca di anni 77, per lui il soprannome sarà “U lupu”, accusato di sei omicidi e due tentati omicidi avvenuti tra il 2002 ed il 2009 nella frazione di Cassibile (SR).

Giuseppe Raeli si è professato fino all’ultimo innocente.

La ricostruzione della Procura di Catania

Secondo la ricostruzione del pm Antonio Nicastro, all’epoca alla Procura generale di Catania, Raeli avrebbe commesso l’omicidio di Giuseppe Calvo, morto il 9 ottobre 2002, del duplice omicidio dei coniugi Sebastiano Tine’ e Giuseppa Spadaro, assassinati a colpi di fucile il 31 luglio 2003 e dell’omicidio di Giuseppe Spada, il 18 agosto del 2004.

Il movente per il pm Antonio Nicastro sarebbe legato alle controversie economiche tra il pensionato e le sue vittime.

Attenzione, qui iniziano a concretizzarsi i nostri dubbi!

Questo sarà il nostro cold case, confermare oltre ogni ragionevole dubbio che Giovanni Raeli sia il “mostro”, oppure rendere giustizia alle vittime con ulteriori elementi probatori.

La ricostruzione dei fatti

L’ultimo omicidio a Cassibile risale al 18 agosto del 2004, questa volta tocca ad un venditore ambulante di frutta e verdura, Giuseppe Spada, di 47 anni. L’uomo viene assassinato davanti al suo furgoncino posto sulla ai bordi della carreggiata dello svincolo di Cassibile, uscita obbligatoria dell’autostrada Siracusa-Gela, da lì si può proseguire per altre vie: recarsi ad Avola, Cassibile, Floridia, Canicattini Bagni, zone balnerari.

L’arma utilizzata per compiere l’agguato, secondo gli inquirenti, è un fucile calibro 12 caricato a pallettoni, gli investigatori sottolineano che la vittima – a differenza degli altri sette – aveva precedenti penali ed era in qualche modo sospettato di collegamenti con ambienti della criminalità organizzata e dello spaccio di droga.

Si dirà che il fucile potrebbe essere stato scelto dall’assassino proprio per depistare le indagini.

La catena dei delitti

I delitti iniziano il 24 maggio 1997, quando con una fucilata ad un fianco viene assassinato Gioacchino Franzone, 74 anni, questo omicidio sarà archiviato come incidente con la tesi secondo cui: l’uomo sarebbe rimasto vittima di una sorta di “trappola” che lui stesso avrebbe costruito.

La sera del 13 agosto 1997 viene ucciso Rosario Basile, 42 anni, ragioniere commercialista, freddato mentre cena in veranda nell’abitazione dei genitori.

Trascorrono circa dieci mesi, è il 29 maggio 1998 e a finire sotto i colpi di fucile, sempre del killer, è una ex guardia giurata, Stefano Arcidicono, di 46 anni, assassinato davanti casa.

Ancora una pausa per il killer che riprende la sua serie di omicidi il 25 aprile del 2000, questa volta a cadere sotto il piombo è Giovanni Ficarra, di 68 anni, anche lui, come Basile, verrà freddato sulla veranda mentre cena con alcuni amici e familiari.

Il 21 dicembre del 2000 ad essere assassinata davanti casa è Maria Callari, 29 anni, bracciante agricola; il caso è strano perché una settimana prima del delitto la sua auto era stata incendiata.

Dopo l’attentato incendiario la donna dichiarò: “So chi è stato ma le mie cose sono in grado di gestirle da sola“.

Trascorrono tre anni e il 31 luglio 2003 vengono assassinati due anziani coniugi, Sebastiano Tinè , di anni 65, e la moglie Giuseppa Spadaro , di anni 58; i due coniugi vengono freddati a fucilate mentre prendono il fresco nella loro villa di Fontane Bianche, sul litorale siracusano.

Arriviamo al 24 marzo 2004, l’Adnkronos scriverà questa nota stampa: “L’ultimo agguato attribuito al mostro è quello del 12 febbraio scorso quando vennero esplosi alcuni colpi contro la finestra di Aurora Franzone, figlia di Gioacchino, il 72enne ritenuto la prima vittima del serial killer”.

L’ultimo omicidio risale al 18 agosto del 2004, questa volta tocca ad un venditore ambulante di frutta e verdura, Giuseppe Spada, di 47 anni. L’arma utilizzata per compiere l’agguato, secondo gli inquirenti, è un fucile calibro 12 caricato a pallettoni, gli investigatori sottolineano che la vittima – a differenza degli altri sette – aveva precedenti penali ed era in qualche modo sospettato di collegamenti con ambienti della criminalità organizzata e dello spaccio di droga.

Nel marzo del 2009 l’ennesimo colpo del killer, ad essere colpito è l’imprenditore Giuseppe Leone ma quest’ultimo riuscì a scampare alla furia omicida del suo killer. Leone riesce a sopravvivere e a fornire alle autorità un elenco delle persone considerate nemiche, tra questi anche il Raeli.

Anzi no, inizialmente la vittima non parla, poi gli inquirenti lo convincono ad abbattere il muro di omertà così Giuseppe Leone fa i nomi dei suoi potenziali
nemici, i carabinieri arrivano a Giuseppe Raeli.

Ad un tratto gli agenti del RIS riscontrano in uno dei fucili del Raeli le impronte che lo inchiodano, circostanza diversa da quel riscontro avvenuto dopo i primi tre delitti, infatti allora nel garage di casa Raeli furono prelevati dieci fucili da caccia che deteneva legalmente per gli esami di laboratorio, ma l’esito fu negativo,

Due dubbi

La nota stampa dell’Adnkronos del marzo 2004 riporta:

C’è una donna coinvolta nell’inchiesta sul ”mostro di Cassibile”, il serial killer che sarebbe responsabile di 7 omicidi commessi nel piccolo centro siracusano tra il 1997 e il 2003. Trentotto anni, sposata, la donna risulta iscritta nel registro degli indagati dopo che nella sua abitazione è stato sequestrato un fucile.

Il suo coinvolgimento sarebbe scaturito dalle dichiarazioni di una ‘fonte’ ritenuta dagli investigatori attendibile. Negli ultimi giorni, le forze dell’ordine hanno sequestrato altri fucili in abitazioni di altre 5 persone. Tutti i delitti attribuiti alla serial killer sono stati commessi con la stessa arma, un fucile semiautomatico”.

Gli esperti di Ris esamineranno tutte le armi sequestrate per capire se tra esse vi sia quella utilizzata per gli omicidi. (fonte Adnkronos)

La fonte attendibile risulta inattendibile e gli esami sui fucili detenuti dal Raeli danni un responso diverso per il RIS.

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Nuove informazioni

Nel 2004 il Procuratore Capo del Tribunale di Siracusa, il dott. Roberto Campisi, stava battendo un’ulteriore pista, dagli atti di indagine del processo risulta che sono stati interrogati alcuni collaboratori di giustizia per capire se le cosche mafiose c’entrino qualcosa ( considerati gli anni di mattanza della mafia in provincia di Siracusa) o sappiano qualcosa; in una dichiarazione agli atti, ma mai acquisita al processo, risulta che anche i clan di Siracusa e della provincia ( già siamo sotto predominio del clan Bottaro-Attanasio a Siracusa e il clan Santa Panagia associato al forte clan Aparo-Trigila-Nardò che predomina fino alla frazione Cassibile) sono irritati dagli omicidi perché tali atti stanno facendo piombare forze dell’ordine massicce in tutta la provincia, senza contare già l’intervento dell’allora ministro dell’interno Oscar Luigi Scalfaro; in un incontro privato le famiglie giungono alla conclusione che un killer sia entrato nel territorio appositamente ed escludono categoricamente che il killer sia Giuseppe Raeli.

Momentaneamnete chiudiamo qui il primo capitolo, continueremo a parlarne e speriamo che qualcuno ci invii ulteriori elementi attraverso la nostra email.

Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)
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