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venerdì, 25 Giugno, 2021

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La storia della mafia in Sicilia e dei servizi segreti deviati. Analisi delle Commissioni Parlamentari sul fenomeno mafioso ed economico in Sicilia, fino al depistaggio sulla strage di Portella della Ginestra.

Siracusa: Che fine ha fatto l’antimafia?

In questi mesi, un pò tanti, l’antimafia civile è scomparsa e sembra che quella regionale faccia orecchie da mercante.

Non pensiamo che sia una svista da parte nostra, al contrario pensiamo che in tanti si siano accorti che su Siracusa e provincia è calato il velo di Maya.

Forse aveva ragione il giornalista Attilio Bolzoni quando, nell’audizione della Commissione Antimafia, dichiarava:

“In questi dieci anni in Sicilia, in nome di un’assai incerta antimafia – a mio parere – si è instaurata una sorta di dittatura degli affari, un califfato che si estende in tutta la Sicilia, ma che è nato lì, a Caltanissetta, dove commistioni e, in alcuni casi, connivenze fra imprese e politica, imprese e stampa, imprese e forze di polizia, imprese e servizi di sicurezza, imprese e magistratura hanno ammorbato l’aria e fatto calare una cappa irrespirabile prima sulla città e poi su tutta l’isola. Questa è la storia degli ultimi dieci anni, durante i quali in Sicilia ogni affare e ogni sopruso si è consumato intorno a due parole magiche, «legalità» e «antimafia», una legalità costruita a tavolino e un’antimafia che ha coperto operazioni politiche opache e favorito solo gruppi di interesse”.

Da mesi nessun intervento, nessuna parola, niente di niente sulla criminalità che sta “crescendo vertiginosamente” a Siracusa. (vedasi le piazze di spaccio o le bombe carta)

Qualcosa non quadra!

A fianco della magistratura per bene, e non quella conosciuta tramite Amara e i rapporti con Roma, siamo rimasti in pochi, anzi, giornalisticamente parlando solo noi, eppure le denunce di minaccia e di intimidazione nei nostri confronti sembrano che non siano di interesse pubblico, insomma si deve appartenere alla casta.

Guarda caso non è la prima volta che veniamo censurati!

A distanza di qualche anno, qualche giorno fa, ci hanno confermato che ad Avola, oltre a Siracusa, vogliono romperci le “corna” e facciamo bene a rimanere in casa.

Dunque la domanda nasce spontanea: due pesi e due misure? Sembra proprio di si se si millanta di rimanere vicino a chi denuncia.

Chi comanda il gioco è tutto da scoprire, ma la nostra fiducia nelle forze dell’ordine rimane immutata.

Per la politica non possiamo dire la stessa cosa, quasi come nel caso Palamara, sembra che in Sicilia ci sia sempre una corrente che vada oltre e si chiama: autopromozione, cioè raccomandare qualcuno anziché un altro è un dovere e non un reato.

Ma il tasto politica e mafia lo toccheremo in avanti, e vi assicuriamo che in questo caso non vedrete ombra dei servizi.

Per eventuali richieste di rettifiche, inviare una email cliccando qui!

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