CronacaStangata al clan Santapaola-Ercolano

Stangata al clan Santapaola-Ercolano

Arrestati per estorsione aggravata a Cosa Nostra catanese

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I Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Catania, in esecuzione di un provvedimento del Gip, hanno arrestato 18 persone, e fermate altre due nell’ambito di un’inchiesta su estorsione aggravata dal metodo mafioso della Dda della Procura etnea.

Tra i destinatari del provvedimento ci sono sponenti apicali ed affiliati del gruppo di San Giovanni Galermo e del clan Assinnata di Paternò, tutti inseriti nella ‘famiglia’ di Cosa nostra catanese Santapaola- Ercolano

L’indagine è partita grazie alla denuncia di un commerciante, resa lo scorso aprile, che ha permesso ai carabinieri di ricostruire una “estorsione con passaggio di testimone” a favore del clan Santapaola-Ercolano; secondo una prima ricostruzione, nel corso degli anni, a partire dal 2001, dopo che le forze dell’ordine compivano arresti si presentavano altri, gli eredi, sempre per conto del clan, a riscuotere il pizzo ma anche regalie

Protezione in cambio di soldi e regalie

Gli arrestati affiliati del gruppo di San Giovanni Galermo e della famiglia “Assinnata” di Paternò sono:

Salvatore Basile, 49 anni, Carmelo Basile, 71 anni, Salvatore Fiore, detto Turi Ciuri di 53 anni, Salvatore Gurrieri detto il Puffo di 47 anni, Giovanni La Mattina, 60 anni, Luca Marino, 38 anni, Roberto Marino, 61 anni, Vincenzo Mirenda, 47 anni, Francesco Lucio Motta, 34 anni, Cristian Paternò, 39 anni, Rita Spartà, 44 anni.

Ai domiciliari sono finiti: Domenico Filippo Assinnata, 68 anni, Domenico Assinnata jr, 30 anni, Angelo Mirenda, 56 anni, Arturo Mirenda, 59 anni, Alfio Emanuele Longo, 35 anni.

Allo stato di fermo, in attesa della convalida del Gip, sono finiti: Gaetano Riolo, 52 anni, e Francesca Spartà, 38 anni.

Il pizzo dal 2001 ad oggi

Il commerciante, nel 2001, avrebbe avviato un supermercato ad Aci Sant’Antonio quando gli si sono presentati, con una minaccia, degli uomini che gli avrebbero detto: “o paghi o ti facciamo saltare in aria il supermercato”.

Inizia così il pagamento del pizzo con la somma mensile di 350 euro, poi lievita a 700, poi a 1.000 ed infine a 1.500 euro.

La lievitazione del pizzo sarebbe aumentata in base all’apertura di altri supermercati a Valcorrente (Belpasso) e Misterbianco e di un Bar Tabacchi nel rione San Giorgio a Catania.

Ma non era solo pizzo

Il commerciante ha svelato che oltre al pizzo si dovevano versare somme in occasione di festività, un contributo tra i 500 ed i 1.500 euro oltre a cedere nel periodo natalizio al boss paternese Domenico Assinnata ceste regalo e litri di champagne.

Il pizzo era incassato e gestito anche dalle consorti, infatti arrivava direttamente a casa di Maria Antonietta Strano, moglie di Roberto Marino, indagata, mentre le sorelle Rita e Francesca Spartà, rispettivamente mogli di Gurrieri e Salvatore Basile, avrebbero sostituito i mariti nella riscossione delle tangenti.

La Spartà, inoltre, dopo il lucchetto dovuto al Covid, avrebbe preteso anche le mensilità arretrate, ma avendo ricevuto un due di picche’ avrebbe risposto “Non hai più la nostra protezione”e guarda caso il giorno dopo al supermercato sono arrivati tre malviventi travisati e armati di pistola. 

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