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domenica, 13 Giugno, 2021

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Rinascita-Scott: Udienza Pittelli rinviata ma l’arrosto non manca!

E’ stata rinviata al prossimo 13 gennaio la prima udienza dibattimentale di una branca del processo scaturito dall’Operazione “Rinascita-Scott” coordinata dalla DdA di Catanzaro del dottor Nicola Gratteri.

L’importante udienza vede alla sbarra l’ex parlamentare di Forza Italia e avvocato Giancarlo Pittelli nonché i suoi accusatori (leggi qui) e coimputati Salvatore Rizzo, ex sindaco di Nicotera; l’imprenditore Mario Lo Riggio e il famoso legale Giulio Calabretta, noto per rappresentato diversi collaboratori di giustizia.

L’avvocato Calabretta, nel 2012, rappresentava sia l’ex collaboratore di giustizia Luigi Bonaventura, ex boss del clan Vrenna-Bonaventura-Corigliano, che Kabab Kalid, un marocchino che in Sardegna ha denunciato un grosso giro di droga tra l’isola e Milano, sempre condotto da una potente organizzazione criminale.

Per entrambi gli assistiti l’avvocato Calabretta denunciò alla magistratura “Personale che doveva essere preposto alla sicurezza del mio assistito faceva sicuramente il doppio gioco. Questo è stato da noi denunciato e presto verrà reso noto dalla magistratura”, peccato che ad oggi non si hanno notizie sulla talpa o talpe.

L’articolo scritto da Michele Presta e pubblicato dal Corriere della Calabria suscita perplessità e ansia.

“Ansia” in quanto il prossimo 3 dicembre si dovrebbe definire la posizione degli altri indagati del processo “Rinascita-Scott” e “perplessità” in quanto nella fase iniziale dell’udienza, ovvero mentre si attendevano le procedure di formalizzazione dei collegamenti degli imputati presenti in video conferenza, l’avvocato Staiano, uno dei legali difensori degli imputati, ha rivolto alla presidente del collegio una domanda inaspettata «Dai giornali ho letto che c’è l’intenzione di avanzare una richiesta di ricusazione nei suoi confronti, è vero?».

Il presidente, senza affermare o negare, ha risposto: «Il fascicolo è a sua disposizione» ed ha aggiunto «Per mantenere fede alla mia parzialità i giornali preferisco non leggerli, quindi se ha questo dubbio consulti il fascicolo».

Scatta la molla dopo il botta e risposta che porterà, da una parte il pm Antonio De Bennardo a formalizzare la richiesta di rinvio preliminare adducendo «Questo è un processo che è un troncone del più ampio Rinascita-Scott che è in via di definizione dinnanzi al giudice di udienza preliminare. Ritengo che le due vicende saranno riunite perché l’istruttoria sarà analoga» e dall’altra la condivisione dell’altro pm Anna Maria Frustaci che condividendo la tesi del collega aggiunge: «Un rinvio è necessario per evitare in questa fase delle implicazioni importanti per tutto il processo sia sotto il profilo processuale che giurisdizionale. La trattazione congiunta eviterà che si generino delle divaricazioni».

Bastano questa dichiarazione del pm De Bennardo e la condivisione della collega Anna Maria Frustaci per capire che la procura vorrebbe chiedere l’unione dei procedimenti, considerando che sia lista dei testi che le intercettazioni saranno il nodo cruciale che sfrutterà l’accusa.

I difensori degli imputati, l’avvocato Contestabile e l’avvocato Staiano, non ci stanno e replicano.

Il primo Contestabile dichiara «Si è optato per il giudizio immediato per avere una definizione della controversia in modo più spedito» , il secondo Staiano ribadisce «In questo modo si polverizza il diritto dei nostri assistiti non si possono avanzare queste richiesta sulla base di ipotetiche riunioni dei fascicoli o di una ipotetica incompatibilità del giudice».

Una prima udienza, anche se rinviata, che lascia l’amaro in bocca ai presenti tanto che il presidente di collegio riesce ad ammettere: «Non so per quali motivi ci dovrebbe essere la ricusazione del presidente o dell’intero collegio, di sicuro molti giudici, anche di Reggio Calabria, hanno manifestato la loro intenzione di poter procedere da giudicanti».

Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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