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venerdì, 18 Giugno, 2021

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La devastante qualità della vita a Siracusa. Chi risponde?

Tra polemiche da bar e in circoli privati, senza considerare i commenti nei social, la situazione sulla “qualità della vita di Siracusa”, dopo il report de IlSole24ore, sembra non placarsi.

Nella classifica nazionale delle 107 province prese come punto di riferimento da LAB24, il capoluogo di Siracusa si trova al 105° posto, seguono solamente Caltanissetta e per ultima il Crotone.

La classifica, di LAB24, prende in considerazione diversi riferimenti ed è chiaro e visibile a tutti che nemmeno negli anni precedenti, alcuni settori dell’indagine, ci collocavano in una zona verde (cioè nei proposti).

L’indagine della “Qualità della vita 2020”, in una tabella apposita, ci illustra anche l’Effetto del Covid-19.

I settori in discussione che determinano le posizioni nella scala stilata da IlSole24ore sono distinguibili in settori e categorie, circa 15, tra cui Ricchezza e consumi Ambiente e servizi in verdeGiustizia e sicurezzaAffari e lavoroDemografia e societàCultura e tempo libero, Criminalità, Innovazione e servizi on line, e tanti altri che vi proponiamo.

Abbiamo voluto evidenziare in grassetto le “carenze” che secondo la nostra opinione rimangono nelle radici della nostra storia e consultabili anche in atti storici e attuali di varie Commissione Parlamentari e Camerali.

  1. Ricchezza e consumi: 94° posto;
  2. Ambiente e servizi: 193° posto:
  3. Giustizia e sicurezza: 91° posto;
  4. Affari e lavoro: 104° posto;
  5. Demografia e società: 19° posto
  6. Cultura e tempo libero: 99° posto;
  7. Il trend del Pil pro capite (variazione 2020/2019): 31° posto;
  8. Depositi bancari (rif. consumatori): 105° posto;
  9. Reddito disponibile (pro capite all’anno): 91° posto;
  10. Spesa delle famiglie: 84° posto;
  11. Rata media mensile (Rimborso per finanziamenti): 20° posto;
  12. Popolazione con crediti attivi: 29° posto;
  13. Fatture commerciale ai fornitori oltre i 30 giorni: 98° posto;
  14. Protesti: 70° posto;
  15. Assorbimento del settore residenziale: 74° posto;
  16. Nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni: 88° posto;
  17. Spazio abitativo medio (Mq abitazioni/componenti medi famiglia): 74° posto;
  18. Pensioni di vecchia (settore privato): 36° posto;
  19. Assegni sociali: 88° posto;
  20. Prezzo medio vendita delle case: 79° posto;
  21. Canoni medi di locazione: 35° posto;
  22. Indice trasformazione digitale: 74° posto;
  23. Pago PA- enti attivi: 51° posto;
  24. Carte di identità elettroniche: 34° posto;
  25. Spid erogate: 78° posto;
  26. Ecosistema urbano: 102° posto;
  27. Tasso di motorizzazione (auto): 83° posto;
  28. Indice di Rischio Climatico (emissioni rispetto al periodo 1961-1990): 94° posto;
  29. Riqualificazioni energetiche degli immobili: 101° posto;
  30. Spesa sociale degli enti locali: 66° posto;
  31. Fondi europei 2014-2020 per l’Agenda digitale (Spesa pubblica sul territorio): 57° posto;
  32. Fondi europei 2014-2020 per l’ambiente e la prevenzione dei rischi: 46° posto;
  33. Percentuale con almeno il diploma: 74° posto;
  34. Giovani che non lavorano e non studiano: 97° posto;
  35. Partecipazione alla formazione continua: 103° posto;
  36. Pos attivi: 91° posto;
  37. Indice della criminalità – totale dei delitti denunciati: 84° posto;
  38. Furti (denunce): 74° posto;
  39. Furti in abitazione (denunce): 64° posto;
  40. Furti in esercizi commerciali (denunce): 40° posto;
  41. Estorsioni (denunce): 97° posto;
  42. Truffe informatiche (denunce): 74° posto;
  43. Incendi (denunce): 69° posto;
  44. Omicidi da incidente stradale (denunce): 52° posto;
  45. Violenze sessuali (denunce): 59° posto;
  46. Riciclaggio e impiego di denaro (denunce): 58° posto;
  47. Incidenti stradali (morti e feriti): 57° posto;
  48. Indice di litigiosità (cause civili iscritte): 79° posto;
  49. Durata media delle cause civili: 99° posto;
  50. Indice di rotazione delle cause (procedimenti definiti): 90° posto;
  51. Quota cause pendenti ultratriennali: 87° posto;
  52. Cig ordinaria autorizzata: 22° posto;
  53. Diffusione del reddito di cittadinanza: 102° posto;
  54. Nuove iscrizioni imprese: 51° posto;
  55. Cessazioni di imprese: 16° posto;
  56. Imprese in fallimento: 107° posto;
  57. Imprese che fanno e-commerce: 101° posto;
  58. Imprenditorialità giovanile (under 35): 30° posto;
  59. Imprese femminili: 14° posto;
  60. Imprese straniere: 94° posto;
  61. Startup innovative: 97° posto;
  62. Imprese in rete: 93° posto;
  63. Quota di export sul Pil (esportazioni di beni verso l’estero): 2° posto;
  64. Banda larga (Ftth): 47° posto;
  65. Tasso di occupazione: 89° posto;
  66. Gap occupazionale tra maschi e femmine (età 15-64): 88° posto;
  67. Casi Covid-19: 8° posto;
  68. Tasso di mortalità: 93° posto;
  69. Indice di vecchiaia: 24° posto;
  70. Densità abitativa: 58° posto;
  71. Tasso di natalità: 15° posto;
  72. Cancellazioni anagrafiche: 18° posto;
  73. Iscrizioni anagrafiche: 94° posto;
  74. Infermieri: 98° posto;
  75. Medici di medicina generale (professionisti attivi): 46° posto;
  76. Pediatri: 40° posto;
  77. Consumo di farmaci per asma e Bpco: 62° posto;
  78. Consumo di farmaci per diabete: 90° posto;
  79. Consumo di farmaci per ipertensione: 40° posto;
  80. Consumo di farmaci per la depressione: 12° posto;
  81. Calmanti e sonniferi: 29° posto;
  82. Internet almeno 100 Mbit/s – abbonamenti: 31° posto;
  83. Fondi europei 2014-2020 per l’attrazione culturale, naturale e turistica: 37° posto;
  84. Indice di lettura dei quotidiani: 96° posto;
  85. Sportività 2020 – “effetto Covid-19: 62° posto;
  86. Eventi sportivi: 40° posto;
  87. Librerie: 53° posto;
  88. Ristoranti: 35° posto;
  89. Bar: 88° posto;
  90. Cinema: 73° posto;
  91. Palestre ogni 100 mila abitanti: 102° posto;
  92. Piscine: 60° posto;
  93. Biblioteche: 87° posto;
  94. Offerte culturali: 95° posto;
  95. Spettacoli – spesa al botteghino: 57° posto;
  96. Partecipazione elettorale: 100° posto.

Sono tanti i dati che fanno riflettere a cui dovrebbe rispondere in primis l’Assemblea Regionale Siciliana e poi ogni singola amministrazione; purtroppo a noi non c’è concesso “chiedere” lumi ma ogni cittadino ha il diritto di chiedere.

RSF (Reporter Senza Frontiere) anche per quest’anno, il 2020, colloca l’Italia in riferimento all’informazione pubblica al 41° posto, secondo la nostra opinione neanche questo dato è da sottovalutare considerato che come valori di riferimento, sempre l’RSF, prende solamente 20 giornalisti su 100.000 iscritti all’OdG minacciati e l’assenza o quasi di un contributo dello Stato agli editori.

In quest’ultimo caso, l’aiuto agli editori, è evidente se si considera che per leggere molte notizie, e quindi partecipare al dibattito pubblico, ogni lettore è costretto ad abbonarsi “obbligatoriamente” e non “contribuire facoltativamente”.

I quotidiani, in versione cartacea, hanno subito un ulteriore calo, proprio a Siracusa la classifica riporta l’ “Indice di lettura dei quotidiani” al 96° posto e anche questo dato dovrebbe far riflettere se paragonato al rapporto RSF e agli Stati che si trovano nelle prime venti posizioni.

Per eventuali richieste di rettifiche, inviare una email cliccando qui!

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