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venerdì, 18 Giugno, 2021

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Il caso della discarica Siculiana

Nell’articolo che segue riportiamo uno stralcio delle conclusioni, contenute nel procedimento penale in corso presso il Tribunale di Agrigento, a carico dei F.lli Catanzaro.

I f.lli Catanzaro: Giuseppe, Lorenzo e Fabio, sono gli attuali gestori della discarica Siculiana in cui sono stati sotterrati rifiuti tossici ( si parla di milioni di tonnellate) e che ha provocato un grave inquinamento ambientale oltre ad un ingerente “giro di affari illeciti” per svariati milioni di euro.

In un reportage di Filippo Gatti, pubblicato sull’Espresso anni fa, veniva designata una Sicilia avvelenta e così descritta: “Rifiuti tossici mai bonificati. Fogne che finiscono in mare. Dune lungo la costa sbancate per far posto a coltivazioni intensive e abusive di pomodorini a grappolo. Laghi di petrolio che contaminano la falda. E centinaia di milioni di euro che gli italiani rischiano di pagare per le procedure di infrazione avviate dall’Unione Europea”

Riportiamo di seguito uno stralcio fedele di quanto contenuto nell’ordinanza di sequestro della discarica di “Siculiana” che ultimamente è balzato nelle cronache locali.

Il fenomento descritto, cresciuto in un arco di tempo notevole, non può però ritenersi confinato alla sola condotta della CATANZARO COSTRUZIONI s.r.l.
Nulla sarebbe successo senza la efficienza causale delle condotte tenute dai vari Enti ed Autorità preposti al controllo delle procedure e della gestione Catanzaro.
Appare opportuno, sul punto, operare una indicazione riassuntiva crono logica di quello che si è verificato negli anni, nella vicenda in esame:

  1. La CATANZARO COSTRUZIONI s.r.l. ottiene l’affidamento della gestione della discarica di c/da Matarano di Siculiana con una mera convenzione con il suddetto Comune a fronte dell’obbligo imposto dalla legge segnatamente dal D.Lgs. 406/1991 di operare l’affidamento a mezzo contratto ad evidenza pubblica, impedendo, quindi, la partecipazione di altri soggetti alla gara;
  2. La CATANZARO COSTRUZIONI s.r.l. ottiene e mantiene la gestione della discarica, oltre il primo quinquennio, in violazione della OPCM 2983/1999 che impone la gestione pubblica del servizio e non privata come la società interpreta;
  3. La CATANZARO COSTRUZIONI s.r.l. ottiene dall’ordinanza prefettizia 13.8.2004 a firma del Vice Prefetto Vicario Greco, autorizzazione urgente ad operare l’allargamento della prima vasca, e viene autorizzata a finanziare con suoi soldi tale lavoro, imponendosi, quindi, come soggetto contrattuale di fatto, primo passo verso la gestione privata della stessa discarica, fatto del tutto contra legem.
    Di tale provvedimento il Prefetto Pezzuto farà poi formale revoca su richiesta chiarimenti del Sindaco di Siculiana;
  4. La CATANZARO COSTRUZIONI s.r.l. richiede ed ottiene dall’Assessorato Territorio e Ambiente, il provvedimento di Valutazione Impatto Ambientale (VIA) relativamente alle vasche V1, V2, VE e V3 pur non essendo proprietaria nè avendo ricevuto l’incarico di gestione della vasca V3, fatto circostanziatamente rilevato dal Sindaco di Siculiana che lamentava lo spoglio della sua potestà di procedere a gara per l’assegnazione della gestione, ma tenuto in nessun conto dal Funzionario dell’ARTA Architetto Gianfranco Cannova che ha rilasciato, senza alcuna motivazione a chiarimento, l’autorizzazione richiesta;
  5. L’Assessorato Territorio ed Ambiente ha rilasciato diverse autorizzazioni tra cui i DRS 268/2008 ed il DRS 1362/2009 senza mai contestare le ripetute reiterate inottemperanze agli obblighi imposti per la creazione del pretrattamento dei rifiuti solidi e per la gestione del percolato, anzi permettendo di far continuare l’attività di discarica con provvedimenti di modifiche sostanziali in palese violazione di legge, i nomi dei funzionari sono tutti sopra indicati;
  6. Pur a distanza di una omissione di circa dieci anni sull’obbligo di attivare il pretrattamento dei rifiuti in discarica la CATANZARO COSTRUZIONI s.r.l. ha ottenuto singolari provvedimenti ponte, primi tra questi le ordinanze contigibili ed urgenti del Presidente della Regione Crocetta, nel 2016 che autorizzavano la continuazione dell’attività in deroga alle disposizioni vigenti circa l’uso provvisorio di biostabilizzatore, poi non risultato conforme alle circolari del Ministero dell’Ambiente, peraltro mal collocato in situ, mancante della funzione di deferrizzazione, e di fatto mai utilizzato;
  7. la discarica è stata esercitata su terreni non di proprietà della CATANZARO COSTRUZIONI s.r.l. ma di altri soggetti, ed alcuni sono terreni demaniali;
  8. la gestione della discarica di C/da Matarano ha provocato e continua a tutt’oggi a provocare diverse forme di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, senza interventi correttivi ed impeditivi, con grave danno ambientale, misurato, al territorio ed ai suoi abitanti.

Questi i fatti su cui occorre estendere lindagine che non può fermarsi solo alla Catanzaro Costruzioni S.r.l., la quale ha senzaltro approfittato negli anni della crisi del settore rifiuti, dellassenza di impianti pubblici, delle frequenti lacune normative e della costante situazione emergenziale vissuta nel settore, per come analiticamente sopra esposto, ed ha operato e costantemente e opera tuttoggi, ricavandone notevole lucro pur nella illegittimità dei requisiti amministrativi (legittimazione), nellassenza di quelli civilistici (titolarità), e nella costante violazione delle norme ambientali (inottemperanza alle prescrizioni) provocando condizioni di grave inquinamento, circostanza che ha fatto sì che tali provvedimenti illegittimi devono intendersi tamquam non essent sul piano giuridico penalistico, con la conseguenza che le attività espletate in forza di provvedimenti illegittimi devono ritenersi conseguenzialmente illecite, ma lindagine deve estendersi, appunto, su ciò che è successo in questi venti anni nei vari enti, ed ovviamente alle persone che in essi si sono immedesimati, occorre fare piena luce su tali fatti sul perchè di ogni atto autorizzativo, inspiegabilmente concesso allimpresa, nonostante le carenze e le illegittimità tutte sopra rilevate, capire il perchè dei diversi silenzi, a fronte delle occupazioni prevaricatrici segnalate e delle palesi inottemperanze a procedure di grande evidenza ed impatto, il perchè dei ritardi nellattivazione delle normali e dovute procedure di legge che a tutt’oggi penalizzano grandemente il territorio di riferimento, la ragione che ha consentito, alfine, ad una impresa privata, priva dei requisiti di legge, mancante di legittimazione soggettiva e oggettiva allesercizio della discarica, e, comunque, ad oggi incapace o nolente nello svolgere gli essenziali interventi per ottenere il rientro nel rispetto dei parametri normativi per la tutela dellambiente, di gestire di fatto, e per oltre ventanni quella che ad oggi è la più grande discarica privata dellintera Sicilia, capace, perciò, nelleterna crisi dei rifiuti che caratterizza questo territorio, di influenzare le politiche, di determinare i prezzi, di ottenere condizioni, oggi ritenute in deroga alle norme di legge.

E un percorso di recupero di legalità che si deve alla Comunità ed a quanti hanno fiducia nello Stato di Diritto.

Ai fini del chiesto sequestro va rilevato che sussistono pienamente i presupposti di legge per concedere quanto richiesto dal P.M. sia in ordine al fumus, evidenziato dagli esiti degli accertamenti compiuti dal Nucleo Operativo Ecologico di Palermo, in più occasioni accompagnato da A.R.P.A. nellesecuzione delle analisi richieste, dagli esiti di dette analisi e dagli studi e gli accertamenti svolti dai Consulenti tecnici del Pubblico Ministero, sopra doviziosamente elencati, tanto nella loro ricostruzione esegetica dei profili amministrativi, quanto nella verifica delle condizioni ambientali dei luoghi, che confermano il grave stato dei luoghi e il livello di inquinamento della gestione della discarica di c.da Materano da parte del gestore IPPC CATANZARO COSTRUZIONI S.r.l.

Le illegittimità sopra ampiamente elencate e motivate degli atti amministrativi presupposti, depongono per un giudizio incidentale di piena illegittimità di tali atti e quindi di inesistenza degli stessi sotto il profilo penalistico, mentre gli ineludibili inquinamenti posti in essere delle varie matrici evidenziano non solo la consapevolezza, ma anche il dolo del gestore che, a fronte di indici chiari di contaminazione che finirebbero per mettere in discussione la efficienza dellimpianto e, a cascata, la validità delle autorizzazioni e la permanenza della possibilità di operare, decide di non attivare le procedure di legge, comunicando agli enti solo la parvenza di un controllo che, come si è visto ha restituito un quadro non immutato ma peggiorato, di inquinamento.

Sussiste, inoltre, il periculum nel mantenimento dellarea e dell’impianto oggetto di esame nella libera disponibilità della società che ne ha la gestione, per la concreta ed attuale possibilità di aggravamento delle conseguenze dei reati contestati e per il concreto rischio che, in mancanza di interventi mirati di contenimento e riduzione del danno, sotto il controllo e la direzione dellAutorità, la gestione della CATANZARO COSTRUZIONI s.r.l. approfondisca e aggravi la lesione dei beni giuridici tutelati, con specifico riferimento ai rischi per la salute del territorio già notevolmente esposta, atteso il ritardo già insorto nella eliminazione di una condotta a tutt’oggi persistente.
Occorre quindi impedire che gli indagati permangano nel possesso della discarica e, quindi, nella condizione di perpetrare le condotte illecite in oggetto, onde si impone, a tal fine, il sequestro dell’impianto.

Rimanendo inoltre la necessità che la discarica di rifiuti non pericolosi di c.da Materano, facente capo alla CATANZARO COSTRUZIONI S.R.L., già descritta come la più grande discarica della Sicilia, svolga un non trascurabile servizio di pubblica utilità, che verrebbe meno in caso di una sua totale ed improvvisa chiusura, come sarebbe quella conseguente allesecuzione di un sequestro preventivo puro e semplice, producendosi lindesiderato effetto di recare un pregiudizio alle comunità tutte che in tutto il territorio su tale servizio fanno affidamento, occorre mantenere loperatività del distretto che comunque assorbe molti dei conferimenti operati in provincia.

Occorre pertanto fare applicazione di quanto prevede lart.104 bis disp.att. per cui va disposto laffidamento dellimpianto interamente considerato a due amministratori giudiziari, uno esperto in materia commerciale ed uno esperto tecnico in materia ambientale che, in applicazione dell’art.104 bis disp. att. al c.p.p., lo gestiscano nei limiti specificati e nel rispetto della normativa ambientale più volte richiamata.

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