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Avola,al via la querelle pre elezioni

Ad Avola si riscaldano i motori per le prossime elezioni amministrative mentre la città cerca di sopravvivere alla lunga emergenza Covid

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E’ iniziata ad Avola la solita “querelle” politica, in vista delle prossime amministrative previste nella primavera del 2022.

Al centro tanti problemi, accuse e defiance all’attuale sindaco di Avola, dottor Luca Cannata, e alla sua amministrazione, nonostante lo stesso abbiamo sbaragliato alleanze di ogni genere (e quotate per vincenti) in ben due elezioni amministrative: quella del 2012 e l’altra del 2017.

Un teatrino di bassa (p)olitica a cui siamo abituati da moltissimo tempo, tutto fumo e niente arrosto…

Nel bel mezzo della “querelle” è finito il neo assessore Paolo Guarino cui non si può ascrivere nulla dei fatti riportati sia dalla maggioranza sia dell’opposizione durante i consigli comunali in queste due legislature comunali.

Per quanto riguarda l’informazione pubblica – tirata spesso in ballo – ci sarebbe molto da discutere, soprattutto se si scambiano i “social media” per comunicazioni istituzionali con la vera informazione.

A tal proposito è arrivato il primo comunicato sull’argomento, a BlogSicilia, a firma dei consiglieri di opposizione: Fabrizio Alia, Francesco Tardonato, Nuccio Inturri, Nino Amato, Gaetano Sano e Seby Rossitto, che chiedevano lumi – sempre al sindaco Cannata – in merito alla spesa di circa 54 mila euro di soldi pubblici per la comunicazione istituzionale di cui un buon 90% in appena sei mesi da Giugno a Dicembre, per contributi elargiti generosamente alle medesime Agenzia di stampa.

Nel documento firmato dai consiglieri si poneva l’accento di “aver sottratto risorse all’emergenza sanitaria, considerata la crisi economica che sta portando tantissime partite iva a chiudere le proprie attività ed a supplicare disperatamente le istituzioni di ricevere aiuti economici per poter mangiare ed anche per poter pagare le tasse, comprese quelle comunali”.

Di fatto l’affermazione sembra rilevare un’accusa se ci soffermiamo a quel “generosamente alle medesime Agenzia di stampa”; ma si noti che nessun nome è stato fatto e quella che dovrebbe essere “informazione pubblica” si trasforma in un giro di parole che ricade sull’emergenza sanitaria.

In un documento, firmato da Fabrizio Alia, Francesco Tardonato, Nuccio Inturri, Nino Amato, Gaetano Sano e Seby Rossitto, è contestato al primo cittadino di aver sottratto risorse all’emergenza sanitaria.

I sei consiglieri nell’interrogazione al sindaco in merito all’uso e alla gestione di queste somme rilevano: “E’ infatti, necessario che il sindaco, rispondendo alle nostre domande, ci sveli, ad esempio, quante somme complessivamente sono state spese dal Comune di Avola per comunicazioni istituzionali, o per altra causale in favore di agenzia di stampa, nell’ultimo quinquennio (2015 – 2020)”.

La nota dei consiglieri, e dell’interrogazione, si è trasformata in un’auto knock out poiché la giunta ha risposto “Le risposte i consiglieri le trovano sul sito del comune e nell’albo pretorio da cui possono verificare ogni attività e massima trasparenza di azione come accertato da parte dei controlli eseguiti da tutte le autorità competenti. In merito al piano di riequilibrio è chiaro che ogni spesa si rifà ad esso è controllata anch’essa dagli uffici e dagli organi di controllo dei conti”.

Sembra chiaro che nessuno fa il nome di queste “medesime agenzie stampa” come se fosse un dettaglio inutile o se si avesse paura a farlo.

A venire in aiuto all’opposizione non sono quei consiglieri (che vedremo dopo) hanno abbandonato la maggioranza per passare l’opposizione, ma una nota che abbiamo trovato pubblicata sulla testata giornalistica “LaSpia” (che mai si è occupata di politica avolese all’infuori delle elezioni del 2017):

«Le parole del sindaco hanno, però, provocato la reazione del segretario provinciale dell’Assostampa, Prospero Dente, e del segretario regionale del Gruppo uffici stampa dell’Associazione siciliana della stampa, Francesco Di Parenti. “Il sindaco dimentica – o forse non sa – che dal giugno del 2000 una legge dello Stato (la 150 recepita in Sicilia nel 2002), un regolamento – spiegano i due sindacalisti – che porta la firma del Presidente della Repubblica e una direttiva del ministro della Funzione pubblica, entrambi del 2001, fissano le modalità con le quali la pubblica amministrazione deve comunicare.

Tale apparato normativo stabilisce che la comunicazione avviene attraverso tre uffici, uno dei quali è l’ufficio stampa (gli altri sono l’Urp e il portavoce), composto da giornalisti iscritti all’Ordine professionale”.

Ed ancora: “Quella che afferma essere un’efficace ed economica (tutte da dimostrare) strategia di comunicazione – spiegano i due sindacalisti dell’Assostampa – è solo una maniera per aggirare una legge dello Stato”.

La ricostruzione del sindacato dei giornalisti, secondo Cannata, è infondata. “Grave l’accusa di aggirare una legge dello Stato – sottolinea Cannata, aggiungendo che l’ente non è in grado di bandire un concorso perché ha le casse vuote- quando il Comune di Avola proprio per non incappare nell’esercizio abusivo della professione ha scelto di affidarsi a una società che si occupa di uffici stampa inviando comunicati regolarmente firmati da un giornalista e anche questo Assostampa dovrebbe saperlo”». (fonte LaSpia)

Ed ecco che la nostra ipotesi sul comunicato/interrogazione, da parte dell’opposizione, sembra trovare conferme.

In effetti in molti sono consapevoli che l’art.21 della Costituzione Italiana quando incontra alcune città deve svoltare per non finire nelle aule giudiziarie con una denuncia di “diffamazione o calunnia”.

E’ grave invece l’accusa dei tre consiglieri usciti dalla maggioranza: Pinella Dell’Albani, Sebastiano Amato e Gabriele Rossitto, che accusano il sindaco Cannata.

I consiglieri, in un documento inviato e pubblicato da diverse testate giornalistiche, hanno scritto:

Il sindaco rifiuta il confronto civile su base democratica più volte richiesto da molti componenti della maggioranza e soffocato dai suoi ordini perentori ed imposizioni tassative”.

In passato, sempre ad Avola, un consigliere comunale accusò un’ altra amministrazione di “gestione per niente democratica” e aggiungendo “prepotenza e incapacità, che esclude la possibilità di poter esprimere le proprie idee e i progetti per il bene della collettività”.

Si nota dunque un modus operandi di una politica assoggettata alla corrente che lega le “amministrazioni comunali” a quelle del “Governo della Regione” tramite le bandiere politiche.

E mentre, sempre nel passato, alcuni consiglieri chiedevano di valutare l’operato del sindaco a fine mandato, oggi non abbiamo neanche idea di quali finanziamenti saranno in arrivo in città per colmare la crisi della lunga “emergenza Covid”.

Per terminare questa “querelle”, ci sembra giusto ricordare la lunga “telenovela” del porto turistico di Avola che parte da molto lontano.

Era l’era dell’all’ora sindaco Barbagallo quando, considerata la lunga burocrazia per terminare la “procedura per la realizzazione del porto turistico”, si pensò a utilizzare i “beni confiscati” per promuovere importanti iniziative al servizio del territorio.

Oggi ancora una volta le prospettive politiche sono sempre le stesse che tralasciano anziani, invalidi, disabili, nucleo familiari in povertà lontani dalla “vita pubblica”.

C’è stato un tempo in cui il termine “ICI” era di moda nelle aule dei consigli comunali, un altro in cui si parlava di “casse vuote” e di far saltare qualche mese di stipendio agli assessori per poi recuperarlo, oggi: dopo un anno di emergenza, di ricoverati per covid, di decessi per covid, ecc. nessuno sembra essersi appellato all’onore di un “aiuto” a tutte le persone colpite al di là della loro “classe sociale o politica”.

Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)
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