CronacaOperazione Algeri:Dettagli, dichiarazioni e ipotesi accendono i social

Operazione Algeri:Dettagli, dichiarazioni e ipotesi accendono i social

Blitz piazze di spaccio: sui social si ipotizza la collaborazione di Capodieci

-

- Pubblicità Google -

Sono iniziati nella giornata odierna i primi interrogatori degli indagati, arrestati ieri durante l’Operazione denominata “Algeri”, condotta dai militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Siracusa e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, secondo cui al vertice del gruppo o meglio della “fortezza criminale” ci sarebbe Maximilian Genova, catturato a Malta dove si era rifugiato.

Già nel tardo pomeriggio ieri è stato diramato il comunicato ufficiale del Sindaco Francesco Italia:

“Rivolgo mio personale ringraziamento e quello della città ai Carabinieri e alla magistratura per l’operazione di contrasto allo spaccio degli stupefacenti portata a termine stamattina. Un’azione importante per numero di indagati, che ha consentito di smantellare un sistema criminale articolato e che si aggiunge agli sforzi compiuti giornalmente sul territorio da tutte le forze dell’ordine con risultati apprezzati nonostante le carenze di uomini e mezzi. Le istituzioni a tutti i livelli sono presenti e operazioni come quella di stamattina devono dare fiducia alle tantissime persone per bene che vivono in quartieri spesso etichettati con troppa superficialità”.

Nella giornata odierna sono emersi nuovi dettagli sul blitz.

Uno dei maggiori dettagli riguarda i “libri mastri” su cui veniva annotata la contabilità dell’organizzazione.

Secondo alcuni fonti, i militari dei Carabinieri li hanno trovati all’interno di una lavatrice, anche se si suppone che fossero lì nel maldestro tentativo di eliminare le prove una volta avviato il lavaggio.

Ma se come riportano diverse testate stampa “i Carabinieri del Nucleo investigativo di Siracusa avevano previsto una simile reazione. E così, non appena è scattata la retata hanno contestualmente provveduto ad interrompere l’erogazione dell’energia elettrica nella zona”, come è possibile che un’organizzazione tanta scrupolosa non si sia accorta della mancanza di energia elettrica o, viceversa, non ha fatto in tempo a nascondere “libri preziosi” in un altro nascondiglio?

Le ipotesi che stanno circolando sono diverse, considerato anche che due blitz sono scattati nel giro di ventiquattro ore; una di queste ipotesi è che il neo collaboratore di giustizia “Francesco Capodieci” stia vuotando il sacco.

Ma queste sono ipotesi frutto del nesso, come pubblicato ieri, degli incontri nella “Fortezza di via Algeri” tra capi di piazze di spaccio famose, tra cui quelli di via Italia 103 e via Immordini 12, quindi di Alessio Visicale e i suoi amici.

Intanto anche la dichiarazione del Col.Tamborrino, Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, si è aggiunta a quella del Sindaco:

 “Ci siamo riappropriati di un pezzo della città che qualcuno pensava di possedere”. Così il colonnello Giovanni Tamborrino, comandante provinciale dei Carabinieri, commenta l’importante blitz notturno con cui è stata “liberata” via Algeri. Era diventata una piazza fortificata dello spaccio, con una pesante cappa creata dal sodalizio criminale abbattuto dall’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai militari aretusei.
“Un colpo importante inferto alla criminalità organizzata”, conferma il comandante Tamborrino. “Abbiamo colpito un sodalizio capace di garantirsi profitti ingenti ma che soprattutto ha tentato di impossessarsi del territorio: vedette sulle palazzine, cancelli per interdire l’accesso nei condomini dove ignari cittadini hanno vissuto limitati nella loro quotidianità”. Ed emerge anche un ulteriore dettaglio: avrebbero tentato di “vendere” ad altro gruppo la piazza di spaccio, considerata “cosa loro”.

- Sostienici -spot_imgspot_img

Potrebbero interessarti

error: Contenuto riservato agli abbonati !!