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venerdì, 18 Giugno, 2021

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Dieci indagati dopo la morte del militare di Augusta

Sarebbero in dieci persone che risultano iscritte nel registro degli indagati dopo la morte di Stefano Paternò, sottufficiale della Marina militare ad Augusta di 43 anni, che il giorno prima di avere un attacco cardiaco aveva ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca.

A finire nel registro degli indagati tutta la catena di distribuzione del vaccino, dalla società AstraZeneca che lo produce, fino al personale sanitario dell’ospedale militare che si è occupato direttamente dell’inoculazione.

L’accusa per tutti è di omicidio colposo.

Il caso sta facendo molto discutere ed anche il ministero della Salute ha fatto sapere che invierà i suoi ispettori per vederci chiaro. Visiteranno l’Asp di Siracusa, il reparto medico della base militare della Marina nel quale è stato somministrato il vaccino e sentiranno anche i medici del 118 che per 45 minuti sono intervenuti la notte tra lunedì e martedì nel momento in cui Paternò, mentre era nella sua abitazione di Misterbianco, con la febbre alta ha iniziato ad avere le convulsioni prima del decesso per arresto cardiocircolatorio.

Si attende per questo anche il risultato dell’autopsia sul corpo del militare che verrà effettuata domani pomeriggio nell’obitorio dell’ospedale Cannizzaro di Catania da un’equipe composta da un medico legale, un infettivologo, un tossicologo e uno specialista che dovrà studiare l’anamnesi di Stefano Paternò, nominati dal pm della procura di Siracusa Gaetano Bono.

Per i legali della famiglia del 43enne, che hanno nominato due loro consulenti medici, sotto “osservazione” c’è il vaccino in quanto, sottolineano, il marinaio non aveva patologie pregresse ed era in ottima forma.

“Vogliamo andare sino in fondo, vogliamo giustizia, vogliamo sapere la verità e capire se a provocare la morte di mio marito sia stato il vaccino”, ha detto all’AdnKronos la moglie di Paternò, Caterina Arena.

Inoltre, in seguito alla morte di Paternò e a quella avvenuta 12 giorni fa di un poliziotto, Davide Villa, dell’Anticrimine di Catania, l’Aifa, Autorità italiana del farmaco, ha sospeso il lotto con cui i due uomini erano stati vaccinati per precauzione in attesa di ulteriori approfondimenti.

L’Aifa ha specificato, nel dettaglio, in un comunicato che alla luce degli eventi avversi “in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti al lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca anti Covid-19, ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo di tale lotto su tutto il territorio nazionale e si riserva di prendere ulteriori provvedimenti, ove necessario, anche in stretto coordinamento con l’Ema, agenzia del farmaco europea. Al momento non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi”.

Per eventuali richieste di rettifiche, inviare una email cliccando qui!

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