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Sparatoria ad Avola. Li Gioi: Ero armato perché ha minacciato di uccidermi

Caruso mi aveva minacciato di morte la notte dell’incendio al mio negozio

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E’ avvenuto stamane l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip del tribunale di Siracusa per Gabriele Li Gioi, assistito dal proprio legale di fiducia avv. Antonino Campisi.

Gabriele Li Gioi, trentanove anni, di Avola, era stato rinchiuso presso l’istituto penitenziario del Cavadonna martedì sera, dopo la convalida dell’arresto avvenuta dagli agenti del Commissariato di Avola a seguito della lite con Vincenzo Caruso, trentatré anni, in cui furono esplosi dei colpi di pistola.

La vicenda è tutt’altro che semplice e la ricostruzione dei fatti è importante per capirne la dinamica.

Come avevamo scritto nel precedente articolo (leggi qui), la lite finita con martello e pistola la mattina di martedì scorso era iniziata già ai primi di marzo.

Ciò che sapevamo nella giornata di martedì e che a causa di un risentimento tra il Li Gioi e Caruso, nato dalla compravendita di un auto e di cui il Caruso si sarebbe sentito defraudato, ha portato i due a un litigio in cui Li Gioi avrebbe estratto una pistola e sparato alle gambe del Caruso e quest’ultimo si sarebbe difeso prendendo un martello in auto; da lì ne sarebbero usciti entrambi feriti.

I Fatti

Come avevamo ipotizzato in precedenza, lo scorso 4 marzo, Vincenzo Caruso ha dato alle fiamme dapprima un’autovettura in sosta e, subito dopo, l’ingresso del negozio del Li Gioi; quest’ultimo, forse per l’allarme, si sarebbe recato subito al negozio e lì avrebbe trovato il Caruso ad attenderlo.

Nello stesso tempo è arrivata sul posto una gazzella dei Carabinieri e il Caruso sarebbe scappato con la propria auto percorrendo in controsenso il Corso Garibaldi ma sarebbe stato bloccato; nel frattempo il Li Gioi raggiungeva i militari, ma arrivato lì, Caruso gli proferiva la seguente minaccia “Ti sparo anche se devo farmi qualche settimana di carcere”, inoltre il Caruso minacciava i militari intervenuti di dargli fuoco.

A quel punto per Vincenzo Caruso è scattato l’arresto per l’attentato incendiario, mentre per le intimidazioni al Li Gioi si stava proseguendo ad accertare i fatti.

La compravendita dell’auto

Stamane, davanti al Gip, Gabriele Li Gioi, ha confermato la compravendita dell’auto avvenuta attraverso un’autoconcessionaria in cui lo stesso è collaboratore. Il Li Gioi ha dichiarato di aver spiegato diverse volte al Caruso che essendo l’auto sotto garanzia, e quindi avesse notato carenze o altro, poteva sfruttare la garanzia prevista per legge, ma il Caruso pretendeva i soldi dal Li Gioi e non solo…

La lite del martedì

La mattina del martedì il Li Gioi avrebbe accompagnato i bambini a scuola quando è stato raggiunto da una telefonata (ndr) in cui veniva avvertito che il Caruso lo starebbe cercando per fargliela pagare.

A quel punto avrebbe messo a sicuro i bambini a scuola e si stava recando subito a casa per salvaguardare la moglie e con la stessa chiamare il proprio legale.

Purtroppo mentre percorreva via A. De Gasperi per arrivare a casa veniva tamponato da dietro dal Caruso, a quel punto, considerato che il Caruso lo tamponava a singhiozzo per sbatterlo fuori strada, Li Gioi ha preferito fermarsi per evitare danni a terzi.

Scesi entrambi dall’auto ne è nata una discussione e il Caruso sarebbe entrato in un luogo di lavoro e si sarebbe armato di un martello a punta, solo a quel punto Li Gioi avrebbe estratto una vecchia pistola e avrebbe intimato al Caruso di buttare l’arma e parlare senza minacce o intimidazioni, ma il Caruso gli avrebbe tirato un colpo di martello e così Li Gioi, per difendersi, avrebbe sparato un paio di colpi verso le gambe dell’avversario.

La lite è degenerata. Il Caruso, anziché fermarsi, avrebbe aggredito il Li Gioi col martello e poi gli ha tolto la pistola colpendolo col calcio della stessa; a fermarlo sarebbe stato un uomo che gli ha tolto la pistola e cercato di portarlo alla calma.

In quel frangente il Li Gioi sarebbe corso al pronto soccorso, dove gli hanno riscontrato ematomi multipli, ferite da arma e una spalla lussata, dimettendolo con una prognosi di dieci giorni.

In via De Gasperi nel frattempo è arrivata una volante degli agenti della P.S. del commissariato di Avola che avrebbe trasportato il Caruso al nosocomio di Avola, ma a quanto ci risulta, quest’ultimo si sarebbe fatto dimettere senza farsi eseguire l’intervento di rimozione del proiettile e con una prognosi di quindici giorni.

Proprio al pronto soccorso gli agenti della P.S. avrebbero rintracciato il Li Gioi e tratto in arresto per tentato omicidio, anche se stamane il Gip ha accolto la tesi dell’avv. Antonino Campisi di “legittima difesa” e disposto gli arresti domiciliari per il suo assistito.

L’arma è stata ritrovata dagli inquirenti grazie alla segnalazione di un uomo.

I colpi di arma all’auto

Come si evidenzia dalla foto pubblicata da Avolanews, la fiat panda è stata colpita da diversi colpi, ma secondo alcune testimonianze, il Li Gioi ha avuto il tempo di esplodere solo un paio di colpi verso il basso (ed ecco perché il Caruso è stato colpito una sola volta e a una sola gamba), gli altri colpi sarebbero stati esplosi dal Caruso, ma questa ipotesi è al vaglio degli inquirenti che dovranno fornire un quadro chiaro.

Il negozio di frutta

Avevamo scritto nel precedente articolo che anche un negozio di frutta e ortaggi, situato al centro di Avola, di M.G., sarebbe stato distrutto nelle settimane scorse; secondo nostre fonti s’ipotizza che il reato sarebbe stato commesso sempre da Vincenzo Caruso e questa pista sarebbe una delle tracce seguita dagli inquirenti.

Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)
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