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lunedì, 26 Luglio, 2021

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Bare aperte e resti umani abbandonati

Riscopriamo le carenze e il business dietro un’emergenza Covid-19 che sta lasciando una scia di morti infinita, ad oggi abbiamo superato i centomila.

La fotografia scattata dai NAS, che avevano il compito di verificare le norme per il rispetto del Covid negli obitori e camere mortuarie interni alle strutture ospedaliere, oltre alle aree adibite al commiato, riconducibili a imprese funebri private e ai relativi servizi cimiteriali, è stata orribili.

Resti umani abbandonati, sangue sui pavimenti, liquidi che fuoriescono dalle bare.

Uno scenario da film dell’orrore, tutto raccontato su un articolo de IlGiornale, nel quale si evince la mancanza di rispetto verso le persone decedute e le loro famiglie.

Su 375 locali controllati, 85 risultavano irregolari e 23 persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria mentre 78 tra dirigenti di strutture sanitarie e titolari di imprese funebri private sono stati sanzionati per aver violato la disciplina sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, per inosservanza degli obblighi della normativa anti-Covid, per il mancato rispetto delle leggi regionali e di polizia mortuaria e spesso per non aver adeguatamente formato il personale.

In totale, alla fine, sono state contestate 102 sanzioni penali e amministrative.

Da San Mauro Torinese, dove il titolare e due dipendenti di una società che si occupa di servizi cimiteriali sono stati denunciati per vilipendio di cadavere e falso per aver abbandonato, in un deposito di attrezzi, i resti umani di una persona deceduta nel 1992, che era stata esumata ma, contrariamente a quanto era stato attestato dalla ditta ai suo cari, non era stata nuovamente tumulata, alla casa cimiteriale comunale di Gela, dove quarantacinque feretri erano stati accantonati da una parte, in attesa di sepoltura da oltre un mese. Nella circostanza è stato deferito all’autorità giudiziaria il funzionario responsabile dei servizi cimiteriali.

Irregolarità in tutta la Penisola che, in alcuni presidi ospedalieri, i carabinieri hanno dovuto bloccare autopsie che si svolgevano in un locale non idoneo.

La maggior parte delle irregolarità sono state appurate nelle sale mortuarie dove parenti e amici si recavano per dare l’ultimo saluto alle salme e in quegli ambienti adibiti alla permanenza delle stesse, che senza nessun riguardo venivano lasciate per troppo tempo in locali promiscui, in attesa della cremazione o della sepoltura.

Per eventuali richieste di rettifiche, inviare una email cliccando qui!

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