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venerdì, 18 Giugno, 2021

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Sicilia sotto shock, l’audio dell’assessore Razza: “I morti? Spalmiamoli un poco”

Nell’inchiesta relativa ai dati Covid falsi in Sicilia per evitare la zona rossa e nella quale sono state emesse ordinanze di custodie cautelari a dirigenti dell’Assessorato alla Salute, nella quale risulta indagato l’assessore Ruggero Razza e Maria Letizia Di Liberti per falso, spuntano intercettazioni shock.

I morti? Spalmiamoli un pò”. È questo uno dei con tenuti degli audio choc emersi nell’inchiesta che è culminata questa mattina con una serie di ordinanze cautelari emesse dal gip di Trapani.

Ad essere intercettato in questo passaggio è proprio l’assessore alla Salute, Ruggero Razza nel corso di una conversazione con Maria Letizia Di Liberti, dirigente regionale che avrebbe dovuto comunicare i dati dei decessi per Covid in Sicilia all’Istituto Superiore di Sanità.

“I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?”, chiede lei non sapendo di essere intercettata. “Ma sono veri?”, chiede Razza. “Si, solo che sono di 3 giorni fa”, risponde. E Razza dà l’ok: “Spalmiamoli un poco“. E poi ancora, prosegue l’intercettazione: Di Liberti dice a Razza: “Ah, ok allora oggi gliene do 1 e gli altri li spalmo in questi giorni, va bene, ok. Mentre quelli del San Marco, i 6 sono veri e pure gli altri 5 sono tutti di ieri… quelli di Ragusa, Ragusa 5! E questi 6 al San Marco sono di ieri.. perché ieri il San Marco ne aveva avuti ieri altri 5 del giorno prima, in pratica. Va bene? Ok”. “Ok”. “Ciao, ci metto questi io”.

Lasciamo lavorare chi deve lavorare e alla fine ne trarremo le conclusioni”, ha commentato il governatore Musumeci alla trasmissione Omnibus su La7, aggiungendo: “Quello che abbiamo fatto in un anno è stato improntato alla massima trasparenza e abbiamo sempre seguito la linea del rigore e della fermezza. Fino a qualche settimana fa abbiamo chiesto a Roma la zona rossa perché la nostra unica preoccupazione era il numero dei morti e non la posizione in classifica”.

Le dimissioni di Razza

“Alla luce della indagine della Procura di Trapani che mi vede indagato, nel confermare il massimo rispetto per la magistratura, desidero ribadire che in Sicilia l’epidemia è sempre stata monitorata con cura, come evidenzia ogni elemento oggettivo, a partire dalla occupazione ospedaliera e dalla tempestività di decisioni che, nella nostra Regione, sono sempre state anticipatorie. Non avevamo bisogno di nascondere contagiati o di abbassare l’impatto epidemiologico, perché proprio noi abbiamo spesso anticipato le decisioni di Roma e adottato provvedimenti più severi”, ha fatto sapere con una nota.

“I fatti che vengono individuati – prosegue – si riferiscono essenzialmente al trasferimento materiale dei dati sulla piattaforma che sono stati riportati in coerenza con l’andamento reale dell’epidemia, tenuto conto della circostanza che sovente essi si riferivano a più giorni e non al solo giorno di comunicazione. Come sempre, il fenomeno della lettura postuma delle captazioni può contribuire a costruire una diversa ipotesi che, correttamente, verrà approfondita dell’autorità giudiziaria competente individuata dal Gip. Ma deve essere chiaro che ogni soggetto con l’infezione è stato registrato nominativamente dal sistema e nessun dato di qualsivoglia natura è mai stato artatamente modificato per nascondere la verità. Ciò nonostante, soprattutto nel tempo della pandemia, le istituzioni devono essere al riparo da ogni sospetto. Per sottrarre il governo da inevitabili polemiche ho chiesto al presidente della Regione di accettare le mie dimissioni”.

L’esecuzione dell’ordinanza

I carabinieri del Nas di Palermo e del Comando provinciale di Trapani hanno dato esecuzione questa mattina a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip di Trapani, su richiesta, in via di assoluta urgenza, della procura, nei confronti di appartenenti al Dipartimento regionale per le Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) dell’assessorato della Salute della Regione.

I reati contestati sono falso materiale ed ideologico in concorso. Ai domiciliari sono andati Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, il braccio destro dell’assessore Razza; Salvatore Cusimano, funzionario regionale, ed Emilio Madonia, dipendente di una ditta che gestisce i flussi informatici dell’assessorato. A chiedere il provvedimento sono stati il procuratore facente funzione di Trapani Maurizio Agnello e le sostitute Sara Morri e Francesca Urbani.

L’ordinanza di custodia cautelare è del gip di Trapani Caterina Brignone, che ha riconosciuto la fondatezza della ricostruzione dei pm e la necessità di intervenire d’urgenza, ma si è poi dichiarata incompetente trasmettendo gli atti a Palermo. Dal mese di novembre sono circa 40 gli episodi di falso documentati, l’ultimo dei quali risalente al 19 marzo.

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