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sabato, 16 Ottobre, 2021

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Cafeo, Ficarra e Zito: propaganda elettorale o sconoscitori della realtà siracusana

Ritorniamo a scrivere dopo mesi di silenzio (cosa che continueremo a fare per Protesta nei confronti di quella (P)olitica e quella parte di (M)agistratura che nei nostri confronti ha adottato una tattica da “orecchie da mercante” e “pressing”) per frugare ogni dubbio e non cadere nelle trappole di chi si appresta a prepararsi alle prossime elezioni.

Dopo 4 anni di denunce, con tanto di foto e video, che altri hanno ripreso senza mai citarci (alla faccia della normativa europea e di quel famoso giornalismo libero e senza censura), gli onorevoli: Cafeo, Ficara e Zito, insieme e separatamente, gridano al lupo e addirittura chiamano il Prefetto di Siracusa, il sen. Morra, la ministra Lamorgese e così via…

Ebbene che sappiate che proprio ai tre deputati, senza nominare i “professionisti antimafia” che poi ci fanno il mazzo, abbiamo chiesto di intervenire più di una volta sulla situazione della provincia aretusea senza ricevere mai risposta…anzi, una l’abbiamo ricevuta, una denuncia presentata da uno di loro senza neanche passare dalla famosa “richiesta di rettifica”.

Badate bene, i particolari sono importanti e Sciascia lo sapeva bene!

Apprendiamo, comunque, da Siracusa news, che l’onorevole Cafeo avrebbe dichiarato: “L’escalation di violenze, intimidazioni e atti criminali che sta interessando Siracusa [..] oggi di fatto in mano a piccole bande che credono di poter comandare in città, ripristinando l’ordine e la legalità e tutelando così la cittadinanza”.

Il deputato è talmente fuori dalla situazione reale che rilascia dichiarazioni senza sapere neanche cosa sta dicendo.

Bisogna ricordare all’onorevole Cafeo che Siracusa non è New York e quei 4 delinquenti non sono “banali ladruncoli da quattro soldi”, altrimenti le forze dell’ordine li avrebbero già catturato.

Eh già! Se piazzare ordigni esplosivi (non 1 o 2, ma molte di più) è come giocare a dadi, a Siracusa pagherebbero anche i defunti, invece no, non è così, i nomi sono ben conosciuti, per tale l’onorevole si informi bene.

Dall’altra parte l’onorevole Paolo Ficara (M5s), sempre come riportano varie testate giornalistiche, ha annunciato una interrogazione al ministero dell’Interno, dopo un veloce confronto telefonico con il prefetto Giusi Scaduto, dichiarando “Le forze dell’ordine sapranno anche questa volta fornire la giusta risposta, rispedendo indietro ogni tentativo di inquinare la vita sociale ed economica delle attività siracusane. Non lesineranno sforzi ma il basso numero di denunce registrate in un anno non aiuta l’attività di contrasto. Invito i commercianti e gli imprenditori ad avere fiducia nelle Istituzioni e nelle associazioni impegnate nell’antiracket”.

L’onorevole Ficara, d’altro canto, non si rende conto che ad oggi dei “bombaioli” (così li definiamo) non si ha traccia malgrado telecamere piazzate in ogni angolo della città, ma chiediamo scusa anticipatamente se nel contempo lo stesso parlamentare (in base a quale legge non lo sappiamo) è a conoscenza delle attività investigative delle Procure.

L’ultimo è l’onorevole Stefano Zito (M5s) che a quanto pare, della situazione di Siracusa, ne ha parlato telefonicamente con Nicola Morra, presidente dell’antimafia nazionale.

Ci sembra giusto ricordare all’ill.mo onorevole che la “legalità e il rispetto delle regole” non è una bandiera o in questo caso un diritto/obbligo in cui ci si presenta alle forze dell’ordine per esporre denuncia o informare su dei fatti per poi sentirsi rispondere “ne siamo a conoscenza” o “essere abbandonati nel nulla”; proprio i componenti del M5S dovrebbero conoscere bene questa situazione.

Il problema più grande che interessa l’intera Sicilia è che a pagare sono sempre i soli noti e chi non c’entra nulla con la mafia o la criminalità organizzata, si chiamano “poveri cristi”, un adagio antico che tutti i signori parlamentari dovrebbero conoscere bene!

Ebbene, abbiamo rotto per una volta il nostro silenzio per capire se i partiti politici sono in linea di partenza (come se fosse una gara) per le imminenti elezioni o se davvero conoscono le criticità della nostra terra, considerato anche che si sono rivolti a tutti tranne, a quanto sembra, alla Procura di Siracusa, per capire cosa sta veramente succedendo.

Per ultima analisi, ma non meno importante, nei vari articoli pubblicati da noi abbiamo chiesto l’intervento anche del Presidente della Commissione Antimafia ARS Claudio Fava, ma pur avendo membri della stessa nella nostra provincia, non abbiamo mai ricevuto risposta o letto una dichiarazione degli stessi sul web.

Qualcuno potrà dire: leggi i giornali cartacei; a tal proposito anticipiamo subito e rispondiamo: ma se il 90% dei parlamentari scrivono e diramano notizie dalle loro Pagine Social (Facebook in particolare), dove d’altro canto vengono prese e riportate molte notizie, perché nascondersi dietro una banale scusante? Ad esempio: Sulla Trattativa Stato – Mafia (quella che abbiamo sempre smentito mentre tanti tacevano) non se ne parla più sulle testate on line e sui social?

Attenderemo con calma di discutere nelle opportune sedi ciò che in questi anni ci è successo, considerato che la “libertà di informazione” è un miraggio lontano.

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