Scuole chiuse - fonte Fanpage
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Apprendiamo che da alcuni giorni l’Asp ha deciso di mettere in quarantena alcune classi di differenti Istituti scolastici.

La quarantena è una decisione che l’Asp prende nel caso di sospetto caso di “positività al Covid-19”.

Classi, cioè aule dove vivono giornalmente studenti (alunni di ogni ordine e grado), docenti, collaboratori scolastici, personale di ogni grado, stiamo parlando di “persone” che una volta posti in quarantena, obbligatoriamente, coinvolgono tutte le loro famiglie.

La notizia non è stata resa pubblica, anche se su social o gruppi vari (grazie alle varie app di messaggistica) è diventata di interesse pubblico.

E’ possibile che anche a scuola ci sia questo menefreghismo generale dopo le accurate regole fissate dal MIUR e dal Ministero della Sanità? Ci sembra assurdo.

Ad Avola, ad oggi risultano sei classi in quarantena su disposizione dell’Asp.

La prima disposizione, tra le circolari pubbliche pubblicate in un Istituto Scolastico, riporta la data del 14 aprile scorso a firma del dott. Mauceri, Responsabile del Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Noto, che telefonicamente – si legge nel comunicato – dispone la chiusura precauzionale in attesa di ulteriori accertamenti.

Come da disposizioni ministeriali inizia l’iter per la did (didattica digitale a distanza), peccato che proprio nella prima lezione in did la docente è assente, quindi al suo posto c’è una supplente, e così si accende l’allarme.

Per privacy non pubblichiamo  né i nomi degli istituti né quelli dei docenti, ma che la notizia sia di interesse pubblico non c’è dubbio, infatti l’allarme tra le famiglie è già scattato e se consideriamo che (per esempio) 50 alunni sono in quarantena, significa che altrettante famiglie lo sono e allarmate chiedono spiegazioni e come comportarsi da chi di competenza.

Ma è tutto? No!

Ieri, 17 aprile, sempre il Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Noto ordina la quarantena per altri classi di un altro plesso scolastico, sempre per precauzione.

A questo punto i dubbi non lasciano spazio alle ipotesi, ma la notizia non sembra essere di interesse pubblico.

Ci siamo sempre chiesti il senso dei “numeri” dei positivi o deceduti a causa del Sars-Cov2 quando non sappiamo nemmeno i luoghi in cui è avvenuto il più alto contagio e cosa si è fatto per limitare i danni; non sappiamo se gli ospedali o le scuole sono fra i luoghi con maggiore impatto di trasmissione, non sappiamo se negli stessi sono stati disposte le misure adatte, tipo: gel, misuratori di temperatura ecc…

Sappiamo, però, che nei luoghi aperti come i “cimiteri” sono state inibite le visite.

Insomma numeri che non hanno senso vengono snocciolati come se fossimo semplici spettatori di un “varietà”, poi non sappiamo quanti decessi effettivi abbiamo avuto a causa del Covid e quanti amici e parenti se ne sono andati tristemente, non sappiamo (forse perché queste non sono elezioni politiche) dove verificare se il nostro nominativo o quello di un genitore disabile è stato inserito nella lista delle vaccinazioni.

Numeri, come potete capire, che hanno bisogno di dati “chiari e trasparenti” in quella che scienziati e studiosi hanno definito peggio della “spagnola”.

Stiamo pagando il prezzo della “censura” e delle domande senza risposta, ma fra tutti quelli che stanno pagando sono i malati e i disabili, sono le fasce deboli e quelli del ricambio generazionale come i bambini, le classi “sempre minori” delle persone con disabilità che della “did”, “dad”, “smartworking” ecc.. non se ne fanno nulla.

La questione è semplice, come nella giungla il più forte vivrà a discapito del più debole.

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Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

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