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13, Maggio, 2021
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Carceri: Al via le scarcerazioni dei boss

Il primo boss della camorra al 41 bis è fuori per effetto del covid.

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Il primo boss della camorra, rinchiuso al 41bis, lascia il regime duro e viene posto al regime dei domiciliari; questo è l’effetto della nuova ondata Covid-19 che ha colpito per primo l’Istituto Penitenziario della Sardegna di Tempo Pausania.

La notizia della scarcerazione di Vincenzo D’Alterio, detto “O’ malato”, boss del clan mallardo, è di stamane.

Il boss avrebbe lasciato il carcere di Tempo Pausania in Sardegna
dove era detenuto in regime di massima sicurezza; le motivazioni, secondo quando si apprende, sono da ricercarsi nell’incompatibilità con il regime carcerario per gravi motivi di salute ossia per un’enfisema polmonare ed altre patologie respiratorie.

A riferirlo è Aldo Di Giacomo,
segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria S.PP.:

“D’Alterio è sicuramente un personaggio di spicco della criminalità organizzata della Campania e doveva scontare ancora 11 anni per gravi reati. Sembrerebbe che sia agli arresti domiciliari a Giuliano presso la propria abitazione.

Questo provvedimento concesso dalla
Magistratura di Sorveglianza è sicuramente condizionato dal fatto che le sue condizioni di salute potessero essere ulteriormente aggravate dall’eventualità di contagio da COVID-19″.

Di Giacomo continuando afferma: “Questo episodio riaccende il tema delle scarcerazioni di detenuti molto pericolosi legati essenzialmente all’incapacità di curarli in strutture adeguate all’interno delle carceri italiane.

Al momento, da quando apprendiamo,
sarebbero oltre una decina i detenuti di alta sicurezza e 41 bis che hanno inoltrato ai Tribunali di Sorveglianza istanza di scarcerazione per incompatibilità tra il proprio
stato di salute ed il rischio di contrarre il COVID.

Le istanze verranno valutate entro le
prossime settimane.

L’allarme che questo potesse accadere di nuovo l’avevamo lanciato in tempi non sospetti; ora siamo sicuri che molti deliquenti trascorreranno il
Natale con le proprie famiglie”.

L’ultimo provvedimento per il boss Vincenzo D’Alterio risale al 2016.

Il pubblico ministero Maria Cristina Ribera definí Vincenzo D’Alterio anche detto “o’ malato” il reggente della cosca e nell’ordinanza che lo portò agli arresti, nell’operazione Big sick, finirono diversi affiliati e il medico dell’Asl Gennaro Perrino.

Secondo le indagini, condotte all’epoca dalla GdF, il dottor Perrino emetteva false attestazioni nei confronti di Vincenzo D’Alterio “propedeutiche – scrivevano nel provvedimento – al riconoscimento della infermità mentale, che gli hanno consentito l’ottenimento non solo dei benefici carcerari ma anche di specifici emolumenti previdenziali”.

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