Come sta la mafia in Sicilia?

È trascorso molto tempo dai tragici eventi di sangue che Cosa Nostra ha commesso, non solo a Palermo, ma in tutta la Sicilia, con il “capo dei capi” corleonese (Totò Riina).

A suo tempo, a comando con uno stretto numero di boss, in quella che era denominata la “Cupola”, Cosa Nostra con tutta la sua rete di famiglie e sottofamiglie mafiose portava distruzione, sangue, armi, droga e infine “omicidi e stragi eccellenti”.

Dopo anni di blitz (basti pensare che l’ultima strage fu nel luglio 1992, quella di via D’Amelio, dove uccisero il giudice Paolo Borsellino insieme alla sua scorta) iniziati alla fine del 1992, l’ultimo famigerato boss è stato catturato a gennaio del 2023 proprio a Palermo, con una malattia difficile da sconfiggere (ma questo è solo un piccolo dettaglio).

Insomma, come sta la mafia in Sicilia?

Anche se verrebbe in mente da dire “Panta rhei”, considerato che la primula rossa era latitante da 30 anni ed è stato arrestato alla clinica Maddalena di Palermo, il suo covo o covi (pensate un po’) sparsi tra Castelvetrano e Campobello di Mazara, proprio nella terra dove era capomafia e dove ha trovato i suoi fiancheggiatori.

Purtroppo, nonostante le perquisizioni e ciò che abbiamo scritto nell’articolo precedente, all’orizzonte nessun documento ne traccia che ci conduca alla verità sui mandanti delle stragi di Falcone e Borsellino, ne alla famosa Agenda Rossa!

Ma ritornando all’argomento principale, stante l’ultima relazione semestrale della DIA del 2022, la mafia si confermerebbe puntare i suoi interessi sempre sul mondo affaristico-imprenditoriale, insomma – anche qui – un continuum spazio-temporale che ci riporta al capitoloMafia-Appalti.

La DIA nella relazione scrive a tal proposito:

“Oggi, le mafie preferiscono rivolgere le proprie attenzioni ad ambiti affaristico-imprenditoriali, approfittando della disponibilità di ingenti capitali accumulati con le tradizionali attività illecite. Si tratta di modus operandi dove si cerca sia di rafforzare i vincoli associativi mediante il perseguimento del profitto e la ricerca del consenso approfittando della forte sofferenza economica che caratterizza alcune aree, sia di stare al passo con le più avanzate strategie di investimento. Riuscendo a cogliere anche le opportunità offerte dai fondi pubblici nazionali e comunitari come il Recovery Fund e il Pnrr”.

Omicidi e intimidazioni

Per quanto riguarda omicidi o azioni eclatanti, si legge nella relazione:

“Nonostante le numerose attività di contrasto eseguite nel tempo – si legge – Cosa nostra continuerebbe a manifestare spiccate capacità di adattamento e di rinnovamento per il raggiungimento dei propri scopi illeciti. Essa, infatti, continua ad evidenziare l’operatività delle sue articolazioni in quasi tutto il territorio dell’isola con consolidare proiezioni in altre regioni italiane e anche oltreoceano tramite i rapporti intrattenuti con esponenti di famiglie radicate da tempo all’estero”.

La nostra opinione

Essendo a settembre del 2023, rispetto alla relazione della DIA che è del 2022, dalla provincia di Siracusa possiamo scrivere che quest’anno è stato intenso per le forze dell’ordine e per le varie Procure, diversi i blitz in tutta la Sicilia e tantissimi i sequestri di droga e stupefacenti vari.

Sembra esserci un’asse, ben consolidato, tra le province di Siracusa-Catania-Palermo per il rifornimento di droga e stupefacenti; quest’ultimo sembra seguire due consolidate vie: una che attraversa il territorio della “Stidda” di Gela, l’altro di Messina che è più adiacente al narcotraffico della “’Ndrangheta”.

È proprio nella relazione semestrale della DIA del 2022, pubblicata qualche giorno fa, che si può evidenziare come proprio la “’Ndrangheta” sia l’organizzazione criminale più potente al momento, secondo la relazione “il particolare dinamismo li rende particolarmente sfuggenti agli incessanti tentativi di ridimensionamento sul piano operativo. Ciò a causa delle continue fasi di rigenerazione e rinnovamento strutturale, non sempre desumibili dalle evidenze investigative/giudiziarie, dell’innesto di nuovi sodali ovvero dall’interazione con altri gruppi, anche di differente matrice o provenienza geografica»

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