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13, Maggio, 2021
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Condannata la cittadina “giornalista” di Wuhan che scriveva di «polmonite misteriosa» prima della pandemia

Condannata a 4 anni per aver contrasto la censura del Covid-19 a Wuhan

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La donna, in carcere da maggio ed alimentata forzatamente dopo che ha iniziato lo sciopero della fame, è stata condannata per aver «provocato litigi e problemi».

Il suo nome è Zhang Zhan, anni 37, ex avvocato, che durante la censura dello scoppio dell’epidemia del Covid-19, una delle tante del governo cinese, divulgava informazioni circa la misteriosa polmonite e stilava resoconti che sono stati poi condivisi sui social media, attirando l’attenzione delle autorità.

Stamane, come pubblica Corriere.it, è stata condannata a 4 anni di carcere per la copertura in diretta da Wuhan della crisi del Covid-19.

Nella sentenza del tribunale di Shanghai, dopo una breve udienza, che ha motivato la colpevolezza, si legge “per aver provocato litigi e problemi” in scia alla segnalazione dei fatti iniziali della pandemia quando, nella città focolaio del virus, si parlava di «polmonite misteriosa». 

Zhang Zhan deve rispondere anche del reato di aver creato disordini, di aver inviato «false informazioni attraverso testi, video e altri media attraverso gli internet media come WeChat, Twitter e YouTube», inoltre secondo l’accusa è accusata di aver accettato interviste da media stranieri, come Radio Free Asia ed Epoch Times, che «hanno speculato malignamente sull’epidemia di Covid-19 a Wuhan».

Tra i video che Zhang pubblicava attraverso post, si evidenziavano video di corridoi ospedalieri con pazienti cui era somministrato l’ossigeno e altri che suggerivano che alle persone fossero stati addebitati cosi per test antivirus che dovevano essere gratuiti.

La sentenza di condanna per Zhang è solo l’ennesima denuncia del freedom journalism che da anni combatte contro ogni forma di censura e un libero giornalismo.

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