Agenzia Vrenna, fonte CorriereWebMilano
Agenzia Vrenna, fonte CorriereWebMilano
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Il negozio di bare appartiene al discendente dei boss della ‘ndrangheta Carmine Nuccio Vrenna e il prefetto Castrese De Rosa ha imposto con una interdittiva la serrata della “Europa cofani funebri“ di Calolziocorte, in provincia di Lecco.

L’attività è intestata a Nuccio Arcuri, 24 anni, nipote di Carmine Nuccio Vrenna, sorvegliato speciale morto nel 2007 all’età di 52 anni che era figlio dello spietato Luigi “U Zirru“, capobastone di una cosca crotonese scomparso a 83 anni nel 1992, il quale, tra tutto il resto, il 23 settembre 1973, ha ordinato l’eliminazione di due figli piccoli di un rivale.

La notizia è stata riportata da IlGiorno che sottolinea come l’imprenditore, di anni 24, fosse anche il figliastro di Giancluca Balestrieri che nel 2018 a Pontida ha sposato Francesca Vrenna.

La signora Vrenna risulta incensurata, ma lo sposo, nell’estate del 2019, ha intitolato la sua ormai ex agenzia di pompe funebri di Olginate al nonno ‘ndranghetista della Vrenna.

L’agenzia funebre, che era una sorta di succursale di un impero del caro estinto con base a Crotone, è comunque rimasta aperta soli pochi mesi, chiusa nel dicembre 2019 dall’ex prefetto Michele Formiglio proprio perché in odore di mafia. Il patrigno, che tra l’altro era affidato in prova agli assistenti sociali per una serie di guai giudiziari in Italia e all’estero per estorsioni, droga, ricettazione, rapina e furto, risulta però non sia rimasto disoccupato a lungo, perché reclutato nel nuovo ramo dell’impresa di famiglia direttamente dal figliastro pronipote del capostipite del clan Vrenna – Corogliano – Bonaventura.

Nel 2008 finirono in manette alcuni affiliati tra i quali molti suoi parenti nell’ambito della maxi inchiesta antimafia “Heracles”. 

“Attraverso un’approfondita ed articolata istruttoria è stato possibile individuare chiari indici di continuità aziendale”, spiegano dalla prefettura. Nonostante il cambio di denominazione, di proprietari e in parte di settore poiché il patrigno le bare le utilizzava mentre il figliastro le vendeva, a gestire gli affari sarebbero stati sempre gli stessi.

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