L'ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, davanti alla sezione disciplinare Csm, per 'mercato toghe', Roma, 21 luglio 2020. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
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Dopo la sua apparizione in vari talk show televisivi e alcune fuori uscite del libro “Il Sistema”, il Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra ha convocato l’ex pm Luca Palamara ufficialmente in Parlamento.

La data è stata stabilita, il prossimo 23 febbraio, Luca Palamara dovrà rispondere come sotto giuramento davanti la Commissione su vari aspetti.

La notizia è stata riportata da IlGiornale che a tal riguardo sottolinea come la decisione sia arrivata a poche ore dal segnale giunto da Catania dove ieri i magistrati hanno votato per eleggere i dirigenti locali dell’Associazione nazionale magistrati.

Per anni, nel capoluogo etneo, la corrente egemone è da sempre Unicost, ma ieri Unicost a Catania ha preso gli stessi voti della lista civica «Partecipazione e rappresentanza»: dietro c’è Articolo 101, il movimento che tutte le correnti storiche odiano perché lo considerano un gruppo di scriteriati antisistema, e che a Catania si presenta con proposte rivoluzionarie, come il sorteggio degli eleggibili al Csm e la rotazione dei capi delle procure e dei tribunali.

Le proposte di Articolo 101 “Sono proposte che azzererebbero o quasi il potere delle correnti, e che per questo vengono fieramente osteggiate”, ed ieri per questo hanno fatto il pieno: 103 voti, appena cinque in meno dei 108 di Unicost. La sinistra, Area, quasi non pervenuta: 30 voti.

Il libro di Sallusti e Palamara ha scatenato molti magistrati esclusi da Clementina Forleo a Luigi de Magistris, ma “il Caso” finirà ugualmente nelle aule giudiziarie in quanto alcune toghe come Davigo hanno presentato querele nei confronti dell’ex pm e di Sallusti.

Dei nomi e delle accuse ne avevamo parlato in abbondanza nel nostro lungo articolo.

Intanto a Perugia, dove Luca Palamara – ex presidente dell’Anm – è imputato di corruzione e altri reati, il giudice preliminare Piercarlo Frabotta, chiamato a vagliare la richiesta di rinvio a giudizio spiccata dal procuratore Raffaele Cantone, invece di accoglierla – come spesso accade – senza andare per il sottile, la blocca spiegando in sostanza che non si capisce di cosa sia accusato Palamara per il periodo in cui non faceva ancora parte del Csm, ed era in sostanza solo il leader della sua corrente.

Frabotta chiede a Cantone di «precisare il capo di imputazione» in relazione a questo periodo, ed avrà tempo fino al 22 febbraio per spiegarsi meglio.

«Rispettiamo il lavoro della procura – commenta il legale di Palamara, Benedetto Buratti – ma da tempo sosteniamo l’indeterminatezza dell’accusa». D’altronde strada facendo l’indagine di Perugia aveva già perso per strada un pezzo rilevante, quando era caduta l’accusa di avere incassato 40mila euro per orientare la nomina del procuratore di Gela…tanto per ritornare a ciò che avevamo ribadito nel nostro precedente articolo!

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