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14, Maggio, 2021
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Rinviata l’audizione del pentito Rosario Piccione

Il collaboratore di giustizia Rosario Piccione: "deporrò in presenza per svelare alcune situazioni".

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Maurizio Inturri
Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)

È stata rinviata l’udienza, presso il Tribunale di Siracusa, ove era prevista la deposizione del pentito Rosario Piccione, scaturita dall’accusa di diffamazione che l’ex pm Longo inviò al collaboratore di giustizia Rosario Piccione presso la località protetta.

L’ex pm Giancarlo Longo, oggi rinchiuso presso l’Istituto Penitenziario di Santa Maria C.V. per scontare la condanna scaturita dal famoso “Sistema Siracusa“, avrebbe saltato le normali procedure di “contattare i collaboratori o testimoni di giustizia”, attraverso il Servizio Centrale di Protezione, svelando la via e la città della località protetta del Piccione.

Come risultata agli atti della Procura Distrettuale di Catania sembrerebbero: “l’ex sostituto procuratore Longo, quando ancora era in servizio alla Procura di Siracusa, fece notificare al collaboratore Rosario Piccione un decreto di citazione a giudizio direttamente al domicilio segreto anzichè inviarlo al Servizio di Protezione Centrale, con sede a Roma“.

Il pentito, come tutti sono a conoscenza, era l’ex ragioniere del clan Bottaro-Attanasio, per altro finito sotto minacce molte volte anche per aver testimoniato, presso il Tribunale di Messina, nel processo “Santapaola + 29.

L’udienza di stamattina è stata rinviata perchè il collaboratore ha rifiutato di deporre in videoconferenza, in quanto avrebbe delle dichiarazioni clamorose da fare, e desidera essere ascoltato in presenza.

Attenderemo l’udienza del prossimo 26 novembre per capire e meglio comprendere le rivelazioni del collaboratore di giustizia.

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