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Due medici cinesi, contagiati dal coronavirus, dopo un lungo periodo in terapia intensiva si sono svegliati con la pelle decisamente più scura.

L’Adnkronos riporta quanto segue:

Yi Fan e Hu Weifeng, entrambi 42enni, hanno contratto l’infezione lavorando al Wuhan Central Hospital nel mese di gennaio. Il coronavirus, hanno spiegato i medici che hanno curato i due colleghi, ha danneggiato il fegato dei pazienti e creato squilibri ormonali che hanno contribuito ad alterare la pigmentazione, come hanno evidenziato le immagini trasmesse da media cinesi. A completare il quadro, si ipotizza, anche uno dei farmaci somministrati.

Quando i due pazienti torneranno ad avere funzioni epatiche regolari, anche il colorito tornerà alla normalità.

I due dottori sono risultati positivi il 18 gennaio e, come ha riferito l’emittente CCTV, sono stati curati in due diverse strutture.

In particolare: il dottor Yi -un cardiologo- ha avuto bisogno di un supporto meccanico per respirare per 39 giorni,mentre il dottor Hu, un urologo, è ricoverato da 99 giorni ed è ancora lontano dal pieno recupero. Il medico ha riacquistato la capacità di parlare solo da pochi giorni, l’11 aprile, ed è ancora nel reparto di terapia intensiva.

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Si occupa di mafia e criminalità organizzata. Ha collaboratorato con diverse testate giornaliste online e cartacee. Il suo percorso inizia nel lontano 2015 con ReteRegione, poi collabora con LaSpia, Diario1984, L'Attualità, Cisiamo e infine IlFormat. Nel gennaio 2020 si iscrive al sindacato WorKPress e gli viene attribuito il tesserino internazione di giornalista e reporter come da normativa europea e internazionale. Ha partecipato a diverse conferenze sul tema mafia e criminalità organizzata. Autore dei libri Cogito ergo sum..ma non troppo (2015) e L'Antistato vol.I° (2019)